Archivia 26/03/2012

Donne in mostra le proposte di Bau Atelier

Sabato 24 marzo la prima uscita di Donne in Mostra, iniziativa dell’associazione Bau-Atelier, che in occasione della giornata della donna si rivolta a tutte le amiche che periodicamente desiderano condividere l’emozione dell’arte. Questa volta senza i figli.

Con un piccolo gruppo in avanscoperta ci siamo recate a visitare la bella mostra dedicata dalla Fondazione Marconi a Sonia Delaunay. Ci ha accolti il proprietario della Fondazione, impegnato da anni nella divulgazione artistica, che ha donato alla nostra associazione una preziosa pubblicazione risalente al 1984.
Con la loro guida abbiamo potuto ammirare l’ampia raccolta di gouaches, frutto del coraggioso lavoro di ricerca sul colore fatto dall’artista fra il 1923 e 1934. Si tratta di uno splendido esempio dell’energia dirompente che animava la sperimentazione artistica di quegli anni e un rinnovato invito a far entrare l’arte nella nostra quotidianità.

L’aperitivo in un bar vicino, arredato in perfetto stile anni 70, ha completato la piacevole serata.

In aprile Bau-Atelier promuoverà un’altra uscita sempre a Milano. Per seguire le attività dell’associazione: www.bau-atelier.it

Il Bau Atelier vuole offrire ai bambini e agli adulti desiderosi di cimentarsi in questa attività, la possibilità di compiere un percorso di ricerca e sperimentazione con i materiali artistici, in un clima di libertà in grado di accogliere e sostenere l’intuizione creativa.

Sesso e genere letture per ragazzi e ragazze

Le nuove proposte della biblioteca pubblica di Cernusco si rivolgono, questa volta, alle giovani lettrici e ai giovani lettori e ai loro genitori. Un elenco di libri per riflettere, da leggere e far leggere a bambini e ragazzi sull’identità.

Sex e gender / sesso e genere

Tradizionalmente gli individui vengono divisi in uomini e donne sulla base delle loro differenze biologiche. Nel sentire comune, infatti, il sesso e il genere costituiscono un tutt’uno. Gli studi di genere propongono invece una suddivisione, sul piano teorico-concettuale, tra questi due aspetti dell’identità:

Il sesso (sex) costituisce un corredo genetico, un insieme di caratteri biologici, fisici e anatomici che producono un binarismo maschio/femmina;

il genere (gender) rappresenta una costruzione culturale, la rappresentazione, definizione e incentivazione di comportamenti che rivestono il corredo biologico e danno vita allo status di uomo/donna.

Il genere è un prodotto della cultura umana e il frutto di un persistente rinforzo sociale e culturale delle identità: viene creato quotidianamente attraverso una serie di interazioni che tendono a definire le differenze tra uomini e donne.

In sostanza, il genere è un carattere appreso e non innato. Maschi e femmine si nasce, uomini e donne si diventa.

I consigli della biblioteca

Da 0 a 9 anni

La principessa birichina, B. Cole
La principessa Birichina non ha nessuna intenzione di sposarsi e preferisce continuare a vivere in assoluta libertà al castello con la Regina madre e i suoi piccoli amici.

E con Tango siamo in tre, J. Richardson

Roy e Silo sono due pinguini molto speciali. Sono due maschi, ma hanno sempre fatto tutto insieme. Giocano insieme, camminano l’uno accanto all’altro, cantano insieme… Un giorno il custode dello zoo li vede e capisce che si vogliono bene. Gli dispiace però che non possano covare le uova come tutti gli altri: perché non dare a Roy e Silo l’uovo che Betty e Porkey hanno abbandonato?

Se io fossi te, B. Cole R. Hamilton

Se io fossi te… Al momento di andare a letto un papà e la sua bambina giocano a scambiarsi i ruoli. E così il papà finisce sul passeggino, vestito con un tutu rosa, a giocare al parco o allo zoo.

Quante famiglie, Pico Floridi

Un albo illustrato da Amelia Gatacre, che invita i bambini ad accostarsi all’idea di famiglia, uscendo dagli schemi rigidi entro cui è difficile far stare rinchiusa la materia umana degli affetti.

Piccolo uovo, F. Pardi, Altan

Piccolo uovo non vuole nascere perché non sa dove andrà a finire. Parte allora per un viaggio che lo porterà a conoscere i più diversi tipi di famiglia: Altan presta la semplicità del suo mondo felice per raccontare come ognuna di queste possa essere un luogo meraviglioso in cui crescere.

Beniamino, M. Chambelain

Un bel giorno il pinguino Beniamino si sveglia ed è… rosa! Che tragedia! Cosa penseranno i suoi compagni di scuola? C’è una cosa sola da fare: fuggire in Africa per unirsi a uno stormo di fenicotteri?!

Dai 10 anni

Extraterrestre alla pari, B. Pitzorno

I genitori adottivi del danebiano Mo, di cui è impossibile appurare se sia un ragazzo o una ragazzina, non sanno che pesci prendere. E Mo, per cercare di compiacerli, interpreta a turno l’uno e l’altro ruolo, in una commedia dei sessi che assume aspetti a volte esilaranti, a volte tragici.

La casa sull’albero, B. Pitzorno

Aglaia va ad abitare insieme a Bianca, un’amica grande, capace di incredibili prodezze, in cima a un fantastico albero sul quale crescono frutti di ogni genere.

Dai 14 anni

Joe e basta, John Howe

Joe Bunch si tinge i capelli, vorrebbe portare un orecchino e farsi un piercing, si mette lo smalto sul mignolo della mano ed è innamorato di Colin, un suo compagno di scuola che di lui dice: “Vorrei poter essere come te” …

Oh, boy!, M. Aude Murail

Tre bambini rimasti orfani, vengono contesi per l’affidamento tra un fratellastro gay e un po’ squinternato e una sorellastra borghese e autoritaria, la cui competizione mette in luce in chiave spesso divertente e mai superficiale antichi e mai sopiti stereotipi.

Era così diverso, Anne Fine

Ames, pur se in forma anonima, restituisce agli anziani vicini lo gnomo di ceramica che aveva sottratto anni prima dal loro giardino: è il primo di nove racconti di adolescenti.

Billy Elliot, Melvin Burgess

Billy è un ragazzo di undici anni che scopre di avere un grande desiderio: diventare un ballerino. Il padre e il fratello maggiore, entrambi minatori vita, sognano per il piccolo Billy un futuro da duro e lo iscrivono al corso di boxe…

Photo credits: Trois Têtes (TT)

Amministratore di sostegno e vendita abitazione

Buon giorno Avvocatessa, le scrivo perché mio marito, nonostante la giovane età, si è recentemente ammalato di demenza senile e sono stata costretta, mio malgrado, a ricoverarlo in una RSA ove riescono a prendersi cura di lui. Da qualche mese, però, è deceduta la madre di mio marito e mio cognato vorrebbe mettere in vendita la casa materna. Mio marito, però, non è in grado di firmare, cosa devo fare? La ringrazio e in attesa di risposta saluto cordialmente.

Gentile Signora,

qualora un soggetto non è più in grado, anche in modo parziale, di provvedere ai propri interessi la legge ha previsto la figura dell’amministratore di sostegno ovvero colui che, previa nomina giudiziale, coadiuva il beneficiario nella gestione e cura dei propri interessi (L. 6 del 9.1.2004). In conseguenza del decesso di Sua suocera, dunque, e per poter alienare l’unità immobiliare caduta in successione, Lei dovrà dapprima proporre ricorso per l’amministrazione di sostegno al Giudice Tutelare del luogo in cui Suo marito risiede e, una volta ottenuto il decreto di nomina, potrà richiedere al Giudice autorizzazione ad accettare l’eredità e, quindi, ulteriore autorizzazione a porre in vendita l’abitazione. Resto a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti presso lo Sportello Donna di Cernusco s/N e le porgo i miei migliori saluti.

Amore e violenza

La storia di una donna molto giovane che si rivolge allo Sportello Donna per le difficoltà che sta vivendo nel rapporto di coppia. Teme l’abbadono più del dolore, come molte altre donne invischiate in una relazione violenta.

Giochi relazionali di forza e debolezza, incastri complementari che si autoalimentano, a volte sembrano interrompersi, ma in realtà si fermano soltanto per riprendere come e più di prima. Violenza, violenza domestica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza fisica, violenza economica … le facce attraverso cui si manifesta possono essere molteplici, ma gli effetti sulle donne sono, almeno inizialmente, sempre gli stessi: paura, silenzio, vergogna e negazione.

Talvolta la donna non lo ammette neanche a se stessa e costruisce una narrazione in merito alla violenza esperita, volta a giustificare il comportamento reiterato del suo uomo e la sua scelta di perdonarlo continuamente nella speranza che quella sia davvero stata l’ultima volta.

Così si presenta Manuela, una donna molto giovane che arriva al servizio Sportello Donna di Cernusco S/N, intimorita, disorientata e soprattutto molto preoccupata della possibilità che qualcuno possa scoprire che lei si sia rivolta a me, in particolare suo marito. Fatica a rivelarsi, a fornire i propri dati personali, non vuole che prenda appunti per non lasciare traccia di lei.

Solo quando si sente sufficientemente sicura che tutte le sue richieste di anonimato e riservatezza potranno essere rispettate, inizia a raccontare della sua relazione di coppia: “non è cattivo, lavora tutto il giorno per mantenerci,… poi ogni tanto quando si arrabbia…”, Manuela si blocca, cambia espressione e abbassa lo sguardo. A fatica descrive gli atti violenti che il marito agisce su di lei e subito si affretta ad aggiungere:”… poi però lui si pente,… si mette a piangere e mi chiede di perdonarlo, perché senza di me non può vivere …”.

Donne come Manuela, sembrano temere l’abbandono molto più del dolore e talvolta perfino della morte, ecco perché spesso non riescano a separasi da partner violenti o continuino a ritornare ripetutamente con loro. Spesso sono presenti in queste donne dei nuclei non risolti di dipendenza e paura della solitudine che vanno ad essere attutiti dalla relazione con il partner. La disperazione che queste donne provano quando si separano dai partner violenti non è paragonabile con nessuno stato di disagio vissuto insieme ai compagni. È come se i dolore provocato nella relazione con il partner fosse più ‘sopportabile’ rispetto a quello prodotto dalla separazione da lui.

Mettere un limite sembra proprio che sia impossibile per queste donne, è come se non avessero mai imparato a farlo, un limite alla violenza, alla sopportazione, alle richieste, al soddisfacimento dei bisogni altrui,…. Ecco allora che il primo intervento utile per loro è quello di introdurre un limite che possa garantire loro protezione e quando c’è protezione diminuisce la paura e aumenta il coraggio di rivelare e il desiderio di ritrovare se stesse.

Dr.sa Chiara Bertonati, psicologa e psicotearapueta dello Sportello donna di Cernusco S.N.

[L’immagine utilizzata per questo articolo è di Lucrezia Ruggeri, opere raccolte da oltreluna per l’iniziativa di mail-art, “Alt-ilcorpoèmio”]

La Banca del tempo per incontrarsi conoscere creare

Gruppo di lettura, attività artistiche e manuali, scambio di ricette, consigli per il giardinaggio, uscite a Teatro, visite culturali a mostre, musei e città. E’ la ricca attività proposta dalla Banca del tempo di Cernusco, che offre occasioni per incontrarsi, conoscere, stare bene insieme imparando.
Il gruppo di lettura si ritrova per confrontarsi e commentare i libri proposti l’ultimo martedì del mese Prossimo incontro : il 27 marzo il tema è “la leggerezza”, in compagnia dei libri:
Solar (Jan McEwan), Stupore e tremori (Amélie Nothomb), Piccoli suicidi tra amici (Arto Paasilinna), La briscola in cinque (Marco Malvaldi)
Giornate di lavoro manuali
Ogni giovedì ci si ritrova chiacchierando chiacchierando a dipingere, disegnare, lavori di cucito, a maglia, uncinetto, telaio. Scambio di ricette culinarie, consigli per il giardinaggio…..
Teatro don Bosco (Carugate)
C’è un appuntamento mensile per la proiezione di Opere liriche o Balletti in diretta o differita dai più grandi Teatri d’Italia e d’Europa.
Programma 2012
Programma di marzo 2012
 

Il calendario delle prossime attività di Ecce mamma

  • Venerdi 16 Marzo alle ore 18 in Piazza Unità di Italia: Giro delle 4 Piazze…..le ecceMamme parteciperanno con passeggini, palloncini e pancioni. Vieni a camminare con noi.
  • Domenica 18 Marzo dalle 9 alle 19 nei giardini di Villa Greppi: Festa di San Giuseppe….passa a salutarci allo stand di ecceMamma, se non lo hai ancora fatto, potrai tesserarti.
  • Giovedi 22 Marzo alle 21: lasciamo bimbi e papà a casa e facciamo una serata solo donne al Bar Magnolia di Piazza Matteotti
  • Domenica 25 Marzo alle 16.00, presso l’Auditorium Maggioni in via Don Milani 6, Rassegna teatrale per i più piccoli con la compagnia Ditta Gioco Fiaba “Rosso POP! (Cappuccetto)” (per bambini dai 4 anni –  ingresso 3 Euro)
  • Giovedi 12 Aprile alle 21: lasciamo bimbi e papà a casa e facciamo una serata solo donne al Bar Magnolia di Piazza Matteotti
  • Domenica 15 Aprile, ore 16.00, presso la Casa delle Arti, via De Gasperi, 5, Rassegna teatrale per i più piccoli, con la compagnia Ditta Gioco Fiaba “Lo Schiaccianoci” (per bambini dai 4 anni –  ingresso 3 Euro)
  • Sabato 5 Maggio, ore 16.00, presso la Biblioteca Civica, via Cavour, 51, Rassegna teatrale per i più piccoli con la compagnia Ditta Gioco Fiaba, “Il bibliotecario e il mostro dei libri” (per bambini dai 3 anni –  ingresso gratuito)
  • Sabato 19 Maggio , ore 16.00, presso la Biblioteca Civica, via Cavour, 51, Rassegna teatrale per i più piccoli, con la compagnia Ditta Gioco Fiaba, “Il Gigante Blu”, (per bambini dai 3 anni – ingresso gratuito)
  • Domenica 27 Maggio, ore 9.00, dalla pista di atletica del Campo Sportivo, Maratona del Naviglio, mini Circuito di 3 km, donne con pancione, mamme con passeggini e bambini 0-6, tutti insieme

8 marzo è passato ma continua

Un altro 8 marzo è passato. La giornata della donna anche quest’anno è stata annunciata e accompagnata da voci diverse, tante opinioni che delineano schematicamente due posizioni: è una festa da rottamare, è un’occasione da valorizzare. A Cernusco si è voluto dare valore a questa giornata.

L’associazione Donne di Oggi (UDI) e l’Associazione per una Libera Università delle Donne (LUD) per la prima volta in collaborazione, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale hanno organizzato un’iniziativa su “Donne e lavoro”, tema caldo del momento.

Il significativo titolo della serata, “Vogliamo il pane e anche le rose” esprime bene come le donne non hanno voluto perdere l’opportunità di portare la loro idea di politica e le loro priorità, il loro sguardo sulla realtà, la voglia di progettare e andare avanti. La locandina presentava così l’evento: Il lavoro che c’è, il lavoro che si è perso, il lavoro a cui si rinuncia, il lavoro precario, il doppio lavoro. Durante la lunga serata, più di due ore, alla presenza di un pubblico numeroso si sono alternate testimonianze dirette, musica , canti, letture, danze.

I racconti di esperienza hanno avuto lo spazio maggiore, hanno parlato di lavoro al femminile la giovane universitaria che vive con una borsa di studio, la mamma ricercatrice che tiene insieme lavoro e famiglia, la madre imprenditrice alla ricerca di equilibrio tra lavoro e carriera, la giovane insegnante precaria, l’educatrice alle prese con un lavoro usurante che non è riconosciuto come tale, l’emigrata sospesa tra due mondi, la mediatrice culturale, la sindaca, la sindacalista. Ogni intervento, ogni esperienza raccontata in modo semplice e diretto, ogni lettura, ha sollecitato la riflessione sulla vita vera e sulle identità del femminile.

Se qualcosa è mancato è stata la testimonianza degli aspetti più dolorosi del momento: la disoccupazione, la perdita del lavoro. Dalla serata è emersa soprattutto l’idea di una donna che sa mettere in campo le proprie risorse, che non è vittima della fatica, della famiglia, della supplenza ai servizi che mancano, ma non è venuta meno la consapevolezza che tanti ostacoli e aspetti drammatici fanno ugualmente parte della realtà femminile.

L’8 marzo è passato, ma continua. La speranza è che quello che si è realizzato abbia un seguito, che lo scambio di esperienze e di emozioni prosegua, passando attraverso le generazioni e rimescolandosi tra le persone, uomini e donne di varia provenienza: che l’8 marzo “cammini”.

Rosaura Galbiati



Report incontro su giovani donne tra lavoro e maternità

Venerdì 2 marzo è stata presentata a Cernusco la ricerca “Crisi economica e territorio: impatto sulla vita quotidiana delle donne e delle famiglie”: ricerca rivolta specificatamente al territorio cernuschese, voluta dall’Assessorato per le Politiche Sociali, realizzata dall’Associazione Blimunde – Sguardi di donne su salute e medicina e curata da Lia Lombardi, sociologa e docente presso l’Università Statale di Milano, che ne ha riportato e discusso i risultati. È da diversi anni, infatti, che l’associazione Blimunde opera sul territorio di Cernusco, in particolare attraverso la gestione dello Sportello Donna, avendo così la preziosa opportunità di mettersi in ascolto delle diverse identità e dei diversi disagi propri della realtà di questo Comune.

Avvalendosi di questa esperienza e conoscenza, oltreché di una consolidata rete di contatti, è stato quindi possibile offrire un ritratto piuttosto forte e molto significativo della “vita quotidiana delle donne e delle famiglie” di Cernusco, con dati importanti anche in merito all’andamento nazionale. La serata, poi, rivolta anche al tema specifico della difficile conciliazione tra lavoro e famiglia, in particolare per le donne in maternità, è stata arricchita dagli interventi di Barbara Siliquini e di Susanna Fresko.

Barbara Siliquini, ex manager, ha raccontato la propria esperienza personale di “donna in carriera” costretta, una volta divenuta madre, a reinventarsi nella libera professione – con tutti i rischi ma anche tutti i vantaggi che ciò ha comportato. L’esperienza di Barbara Siliquini ha fornito utili spunti di riflessione riguardo alle risorse da mettere in campo e sul come poterle far fruttare al meglio, dando una dimostrazione di come – partendo dalle proprie competenze e dai propri desideri più profondi – sia possibile dar vita ad attività redditizie o comunque soddisfacenti ai propri bisogni, non rinunciando, perciò, alla propria realizzazione, anche professionale.

Susanna Fresko, analista filosofa, ha preso le mosse anch’essa dalla propria esperienza personale, decisamente attinente al tema della serata, per giungere in particolare a una riflessione sul rapporto tra individuo e collettività: è solo riconoscendo la propria storia individuale come inscritta all’interno di una cornice più ampia, storica e intergenerazionale, collettiva, che sarà possibile salvarsi – nel reciproco riconoscimento – da una concezione individualista dell’esistenza, concezione che, con ogni evidenza, appare oggi più che mai sterile.

Infine, il valore più significativo della serata è stato quello offerto dal pubblico, molto attento, che ha contribuito alla fine con un dibattito acceso e assai partecipato, in cui tanti sono stati i racconti personali e le condivisioni, quasi intime, delle proprie storie ed esperienze di vita. Qualcosa che di rado accade in occasioni come queste.

Associazione Blimunde

Presidio in sostegno dei Centri antiviolenza

Un presidio per richiamare l’attenzione sul progetto di legge di iniziativa popolare presentato in Regione Lombardia e non ancora discusso da due anni, al fine di sostenere il lavoro dei Centri Antiviolenza della Lombardia.

10 marzo, piazza della Scala a Milano, dalle ore 14,30.

E’ la proposta della Rete dei Centri Antiviolenza della Lombardia, che vogliono sensibilizzare la stampa, l’opinione pubblica e le istituzioni sull’allarmante situazione dell’aumento di violenza sulle donne negli ultimi anni e presentare le ragioni del presidio che si terrà il 10 marzo.

Un evento di richiamo anche per le donne di Cernusco, che non è esente dal fenomeno. Lo dimostra l’esperienza dello Sportello donna, che nei suoi tre anni di attività ha accolto più di un caso.

La violenza può essere fisica, ma anche psicologica ed economica. Quando è estrema, uccide. E di violenza le donne italiane continuano a morire, nell’indifferenza generale.

Dai dati raccolti dai 16 Centri emerge che nel 2011, sebbene gli omicidi commessi in Italia sono in generale diminuiti, non si sono proporzionalmente ridotti i casi di violenza contro le donne che hanno portato alla loro morte.

Un fenomeno silenzioso ma esteso che non si può combattere unicamente con impegno e prevenzione, ma che ha bisogno di un sostegno politico ed economico, oltre che sociale.

Il femminicidio, secondo i dati raccolti, continua ad aumentare tanto che se nel 2010 le vittime sono state 127, nel 2011 se ne contano 137 e purtroppo nulla fa pensare che questo fenomeno tenderà a diminuire visto che solo nei primi due mesi dell’anno già 18 donne sono state uccise.

Per arginare questo problema uno degli strumenti a disposizione è la proposta di legge presentata dai Centri a Regione Lombardia nel 2010 e in attesa di essere approvata.

A questo riguardo Manuela Ulivi, presidente della Casa delle Donne Maltrattate ci tiene a sottolineare che oggi si sente preoccupata dal fatto che “ dopo un primo momento in cui siamo state ascoltate dalle istituzioni vediamo non è andata come ci si aspettava. L’annacquamento della nostra proposta di legge di iniziativa popolare potrebbe dare alle istituzioni la possibilità di fare la legge. Ma a quali condizioni?” e sottolinea che la proposta di legge popolare include dei punti irrinunciabili ovvero quegli articoli ” che parlano della formazione degli operatori, dell’importanza del lavoro della rete dei centri antiviolenza sul territorio e una dichiarazione di Regione Lombardia di sostegno anche economico di questa rete”.

La regione Lombardia è l’unica regione d’Italia a non avere ancora una legge su questo tema anche se a guardare i dati è più che necessario avere un quadro legislativo di riferimento.

Come illustra Mimma Carta responsabile del Cadom di Monza, infatti nel corso del 2011 le donne accolte sono state 2782 di cui 1886 italiane e 763 migranti. Comparando i dati con quelli del 2000 (1233 donne con sole 29 migranti) si evidenzia che il fenomeno è in rapido aumento. Carta sottolinea che il costo sociale causato dalla violenza sulle donne è molto ingente e non riguarda solo le spese sanitarie direttamente connesse ma le ripercussioni che la violenza causa all’interno del nucleo familiare che si manifesta attraverso la depressione, l’impossibilità di mantenere un posto di lavoro stabile e le gravissime conseguenze sui figli.

A questo proposito si segnala che i figli accolti sono stati 3039 di cui 1870. L’intervento che i centri fanno da decenni sul territorio è un patrimonio inestimabile a favore delle donne perché consente di accompagnarle lungo un percorso che le liberi definitivamente dalla sottomissione e le renda consapevoli del rischio che stanno correndo evitando che si arrivi all’omicidio come segnala Marisa Guarneri di Casa delle Donne Maltrattate “ Si è iniziato a parlare di femminicidio alcuni anni fa per fermare gli omicidi. Quello che conta è capire quando le donne sono veramente in pericolo e che le donne abbiano gli strumenti per reagire. Questo ci ha consentire di arginare delle situazioni che sarebbero diventate omicidi. I centri antiviolenza anche senza le istituzioni, hanno svolto il loro ruolo ma è un dovere delle istituzioni affrontare queste tematiche e quando si sottraggono sono complici della violenza. Le istituzioni non si devono muovere solo se aumenta il numero degli omicidi. Noi non vogliamo essere complici per cui sabato alle 14,30 saremo in piazza della Scala per manifestare in modo deciso che questa mattanza deve assolutamente finire. Ci aspettiamo che soprattutto chi ha responsabilità istituzionali sia in prima linea con noi.”

Per saperne di più sulla manifestazione contattare i numeri: Ufficio Stampa per CADMMI

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