Archivia 31/05/2012

La ricerca della felicità nella lettura di Jeanette Winterson

Ci sono titoli che, oltre che belli, sono anche cartine al tornasole. Uno di questi è Perché essere felice quando puoi essere normale?, l’ultimo libro di Jeanette Winterson (Mondadori 2012). Titoli che fanno sentire subito in sintonia o, al contrario, ti indispongono. Il punto di domanda chiede di prendere posizione, non solo verso le pagine, ma anche e soprattutto su se stessi .

Che significa essere felici? E essere normali? Le due cose possono andare in parallelo? Comunque la ‘pensiate di pensarla’ per l’autrice le due cose non vanno assieme, per lei non è esistita una ‘normale felicità’ e neppure una ‘felice normalità’.

Il libro in questione è una biografia narrata, che ‘esplicita’ temi e vicende romanzate nei suoi libri, e soprattutto nel suo fortunato esordio del 1985 ‘Non ci sono solo le arance’, grande successo di pubblico, vincitore di premi e trasformato in un serial televisivo, premiato anch’esso.

Jeanette è stata abbandonata dalla sua madre biologica e adottata da una famiglia composta da un padre indifferente e annichilito da una moglie bigotta, esagerata e a volte feroce. La sua infanzia, dopo i tentativi fatti, come ogni figlia/o per adeguarsi alla ricerca dell’amore materno, diventa una lotta per affermare se stessa.

Uno dei primi mezzi per liberarsi sono i libri, nascosti sotto il cuscino, letti alla luce di una torcia elettrica nelle notti passate sui gradini fuori casa o nella carbonaia, relegata dai castighi della madre, che una volta scoperti li da alle fiamme. Libri presi in biblioteca, che per la Winterson è “il luogo dov’ero stata più felice” (cosa vi succede quando, scorrendo le pagine, vi trovate di fronte a una frase che vi ‘racconta’ così chiaramente?), dove il metodo Dewey rappresenta per lei un momento di ordine e sicurezza a cui appigliarsi. Una voracità di lettura, che più tardi diventerà necessità di scrittura.

Credo nei racconti e nel potere delle storie perché ci permettono di parlare una lingua sconosciuta. Non veniamo ridotti al silenzio… Io avevo bisogno delle parole perché le famiglie infelici sono cospirazioni di silenzio.”

Il secondo potente mezzo per liberarsi e conoscersi è la passione amorosa, rivolta da Jeanette verso il proprio sesso, cosa che attirerà le ire non solo della madre, ma anche di parte della comunità (non di tutta). Tutto ciò le darà la forza di andarsene presto di casa, prima vivendo in una scassata Mini presa in prestito e poi andando al college a Oxford.

Nel racconto vi è poi uno iato di decenni fino ad arrivare a una Jeanette adulta scrittrice affermata, che si sente pronta a cercare la propria famiglia naturale. Arrivando a una specie di happy end, sorprendente e ambivalente come succede nella ‘vita vera’ e che fornisce la forza per redimere le sofferenze passate. Cosa sarebbe stato senza di esse, cosa ne sarebbe di quelle parti di sé di cui ora va orgogliosa?

Cercare la felicità, io l’ho fatto, e lo faccio tutt’ora, non equivale a essere felici… quello che cerchi è il significato… ci saranno volte in cui andrà così male che sopravviverai a malapena e volte in cui capirai che sopravvivere a malapena secondo i tuoi parametri è meglio che vivere una pomposa vita a metà secondo i parametri degli altri.”

La Biblioteca pubblica di Cernusco S/N

Eccemamma, le mamme di cernusco si uniscono "sul fare"

A maggio Eccemamma annuncia di avere raggiunto, a soli tre mesi dalla sua nascita, la quota di 200 tra soci e socie. Un risultato che dà soddisfazione alle fondatrici e che dice del bisogno di socialità delle donne e delle famiglie di Cernusco. Silvia Ghezzi è presidente dell’associazione. Madre di tre bambini, informatica, racconta come nasce questa avventura:

“L’avventura inizia nel 2010 quando io, da pochi mesi trasferita da Bologna a Cernusco, mi sono innamoro di questa città ma individuo alcune carenze nei servizi e nelle attività per il tempo libero per le famiglie. A Cernusco infatti vivono molte persone che vengono da fuori ma non hanno una rete di sostegno familiare.

“Incontro per coincidenza la titolare di Radiomamma, Carlotta, e le propongo di unire le forze. Partivo dal mio bisogno di interagire con il territorio. Poi ho preso contatti con Rita Zecchini, assessora alle politiche sociali, e così è partito il progetto Cernusco family friendly. Abbiamo cominciato a maggio 2011 con un sondaggio per investigare i bisogni delle famiglie, raccogliendo 200 questionari. I bisogni maggiori sono quelli legati alla socializzazione, proprio per il fatto che molte mamme non sono cernuschesi. E poi la richiesta di cultura, con eventi e spazi a misura di bambini”.

“Da settembre abbiamo avviato le iniziative. Abbiamo cominciato a vederci tutti i lunedì mattina. Abbiamo avviato un “osservatorio pediatri”. Abbiamo mappato le ludoteche e tutti gli asili nido, con fasce orari e prezzi, con rating fatto dalle mamme. Questa mappatura è disponibile sul sito, dove le mamme possono commentare e condividere con altre la propria esperienza. Abbiamo attivato una collaborazione con la Croce bianca per corsi di formazione di pronto soccorso pediatrico. Abbiamo organizzato seminari di formazione su come si fa un bilancio di competenze, un businness plan, un curriculum. Abiamo chiesto e ottenuto di avere spettacoli teatrali per i bambini. E poi ci sono i mercatini, in cui si possono scambiare e vendere oggetti.”

“Cernusco è magica nella dimensione. E’ un gran paesone, che facilita la socializzazione e il fare le cose insieme. Anche il rapporto con le istituzioni è più semplice, fin dal rapporto che puoi avere con gli assessori. Fai il gruppo di mamme, e poi ti rivedi per strada. Il livello culturale è alto. Più della metà delle persone che hanno risposto al questionario ha una laurea”.

Quando è finito il progetto abbiamo deciso di costituirci in associazione. Siamo cresciute notevolmente grazie al passaparola. Ci siamo unite sul fare. Non abbiamo un’impronta partitica o politica, siamo molto operative. Individuiamo i bisogni e cerchiamo di rispondervi, organizzandoci in prima persona.

E.C.

La forza del pensiero e della parola

Brevi riflessioni a conclusione degli incontri della Libera Università delle Donne di Cernusco.

Da due anni partecipo ai corsi della Libera Università delle Donne di Cernusco sul Naviglio.

La struttura degli incontri, molto colloquiale ed informale, rende gli appuntamenti piacevoli e rilassanti; la presenza delle donne è collaudata da tempo e ognuna si sente sostenuta ed accettata.

Molto interessanti sono gli argomenti affrontati dalle varie docenti che si susseguono per un arco di tempo abbastanza lungo, quasi un intero anno scolastico.

Personalmente ho apprezzato, fra gli altri, gli incontri con Bruna Colombo e Nicoletta Bonapace.

La forza del pensiero, della speculazione pura, dell’approfondimento scevro da qualsiasi tentennamento si riflette, quasi in un gioco di magici specchi, con la morbidezza della parola poetica che, pur affrontando drammi e dolori, riesce a mantenere levità e grazia.

E’ l’eterno dualismo fra ragione e sentimento, pensiero ed emozione, lavoro e gioco che rende affascinante il procedere nei meandri dell’umano sentire.

Ascoltando Colombo, di cui ammiro la profonda cultura, la competenza e la preparazione nell’esporre le tematiche trattate, mi sembra che tutti i pensieri che mi girano in testa trovino una loro collocazione logica e giusta, si sistemino in un ordine che non sempre è facile trovare e che tutto ritorni al proprio posto.

Con la poesia letta da Bonapace avviene, invece, che le emozioni si rincorrano come onde tumultuose di un mare in eterno movimento; non si riesce a domarle, ci si lascia piacevolmente travolgere.

Complimenti a tutte: alle organizzatrici, alle docenti e alle donne che “sottraendo”tempo alle mille incombenze della quotidianità riescono a tenere viva una così bella realtà.

Di Teresa Lari

Ho un problema con il cibo?

Nicla è una ragazza che si sente cicciotella e insegue una dieta via l’altra. Quando un’amica insinua il sospetto di avere qualche problema con il cibo, decide di rivolgersi a qualcuno e scrive allo Sportello donna.

Buongiorno
sono una ragazza di quasi 22 anni e ho pensato di scrivere a questo sito perché nell’ultimo periodo non riesco a capire se ho un problema con il cibo. Sono anni che cerco di mettermi a dieta, perché sono un po’ cicciottella e non mi piaccio molto, ma poi va sempre a finire che non resisto e mangio tutto insieme (dolci, salato,…) senza quasi rendermene conto e poi allora mi rimetto a dieta e avanti così senza ottenere alcun risultato.
Non ne ho mai parlato con nessuno e non ho mai pensato che fosse un problema, ma non molto tempo fa un’amica, più grande di me, se ne è accorta e mi ha detto che secondo lei io ‘ho un problema con il cibo’.
Lì per lì, io mi sono molto arrabbiata e le ho detto che si sbagliava, che non si doveva permettere di dire una cosa del genere; poi però le sue parole continuavano a tornarmi in mente come un pensiero fisso e adesso non sono più così sicura che lei si sbagliasse. Non lo so se ha veramente ragione lei, se ho veramente un problema con il cibo, però vorrei capirlo… forse parlarne con una psicologa potrebbe essere una soluzione. Grazie.
Nicla

Buongiorno Nicla

la tua mi sembra proprio un’ottima idea! Le informazioni che mi hai raccontato sono poche e generiche per poter rispondere con certezza al tuo quesito, infatti per fornire una risposta seria ed esaustiva è necessario effettuare una valutazione che vada ad esplorare alcuni aspetti della tua vita, attraverso domande specifiche e mirate.

I pochissimi dati che mi hai fornito, sono sufficienti per far si che io rinforzi assolutamente un contatto con un esperto per approfondire e cogliere il significato di questo meccanismo che agisci intorno all’area del cibo.

La tua reazione iniziale di negazione, dopo quanto detto dalla tua amica, è assolutamente fisiologica, proprio perché quello che hai ascoltato da lei non era ‘gradevole’, per cui la prima modalità che la nostra mente ha di rispondere, in situazioni di questo tipo, è ‘no, non è vero’.

Successivamente trascorso un tempo iniziale di rifiuto e rabbia per l’affermazione della tua amica, segue un’altra reazione che ti permettere di chiederti se hai un problema e di sviluppare in te la motivazione per chiedere aiuto.

Ricorda che esistono diversi tipi di problematiche connesse all’alimentazione, infatti oltre alle patologie più complesse, come l’anoressia e la bulimia, esistono forme di malessere più sfumate e meno cronicizzate che producono comunque uno stato di sofferenza e talvolta possono essere invalidanti per la vita quotidiana della persona.

Se desideri una risposta più approfondita, contattami presso lo Sportello Donna di Cernusco S/N.
Puoi richiedere un appuntamento tutti i giovedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00 telefonando oppure recandoti di persona. Il mio giorno di ricevimento è il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Grazie

 Dott.ssa Chiara Bertonati

Contributo al mantenimento da ex-convivente

Una signora scrive allo Sportello donna di Cernusco per avere informazioni sulla possibilità di ottenere il mantenimento della figlia dall’ex-convivente.

Buon giorno,
scrivo per avere un consiglio sulla possibilità di ottenere il mantenimento per mia figlia che ora ha tre anni. Le spiego: ho conosciuto il mio ex convivente nel 2005 e abbiamo avuto una bimba nel 2009 ma dopo aver scoperto suoi numerosi tradimenti ho deciso di lasciarlo. Lavoro saltuariamente e con molta fatica arrivo alla fine del mese ma il mio ex compagno si rifiuta di versare, anche in minima parte, il mantenimento della piccola. Cosa posso fare? Grazie.

Gentile Signora,
appare evidente che nonostante le Vostra convivenza sia cessata permangono, in capo a entrambi i genitori, il dovere di mantenere, istruire ed educare la prole. Ne discende, dunque, che il padre dovrà necessariamente corrispondere un assegno di mantenimento, proporzionato alle sue sostanze e capacità lavorative. Nel caso in cui quest’ultimo, dunque, non adempia spontaneamente, sarà necessario proporre domanda al Tribunale dei Minorenni volta a tutelare gli interessi di sua figlia e a ottenere sia l’assegno di mantenimento sia la regolamentazione del regime di visita.
Cordiali saluti
Avv. D.M.

Bau Atelier a maggio

Aanche nel mese di Maggio il Bau Atelier organizza una visita guidata. Questa volta presso il Villaggio ottocentesco di Crespi D’adda il 12 di Maggio alle h. 16:00. Per la prenotazione inviare un sms al seguente nr. 349.4719425.
Inoltre il 10/5, in occasione dell’apertura delle festa delle culture, il Bau Atelier insieme a ColorEsperanza promuove lo spettacolo “Identita’ di carta” c/o la Casa delle Arti alle h. 21:00.