Archivia 20/12/2012

Assegno mantenimento

Se l’ex marito rifiuta di corrispondere l’assegno di mantenimento.

Buongiorno avvocato, mi sono separata da mio marito nel luglio 2012 e il Tribunale ha stabilito in favore dei miei due figli un assegno di mantenimento di € 400 che però il medesimo rifiuta di corrispondere asserendo problematiche legate alla ditta dove presta attività lavorativa. Sebbene possa comprendere la crisi che imperversa, i miei bimbi hanno bisogno di soldi per crescere. Posso fare qualcosa? La ringrazio.

Gentilissima Signora,

il provvedimento emanato dal Tribunale competente è esecutivo, vale a dire, che Lei è legittimata ad agire coattivamente nei confronti di Suo marito per ottenere, attraverso un procedimento di espropriazione mobiliare, immobiliare e/o presso terzi, la corresponsione del dovuto.

In considerazione del persistente inadempimento, inoltre, la normativa (art. 156 c.c.) tutela l’avente diritto consentendogli di promuovere un giudizio volto ad ottenere un provvedimento che ordini, nel caso di specie al datore di lavoro di Suo marito, di corrispondere le somme direttamente a Lei. Cordiali saluti avv. D.M.

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unos
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I silenzi della violenza

La violenza contro le donne, detta anche violenza di genere nelle sue varie forme – stupro, violenza domestica, delitti d’onore, e traffico di donne – manifesta i suoi alti costi di salute fisica e mentale, nonché di gestione complessiva della vita della donne. E’ un problema di salute pubblica e una grave violazione dei diritti umani fondamentali.

Se ne è parlato durante l’incontro promosso dal Comune di Cernusco sul Naviglio in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Nel corso della serata Lia Lombardi, sociologa, ha sintetizzato numeri e definizioni della violenza sulle donne, accennando anche ai risultati di una ricerca svolta nel 2009 sul territorio di Cernusco, Pioltello e Vimodrone:

Le donne intervistate nei comuni di Cernusco, Pioltello, Vimodrone nel 2009 per il Progetto “Prenditi per mano”, indicano: la solitudine, l’isolamento e i sensi di colpa come elementi generatori e riproduttori d’insicurezze nelle donne.
Altri fattori vengono evidenziati per motivare la riproduzione degli atti violenti contro le donne: la detenzione e gestione del potere
da parte degli uomini.

Susanna Fresko, analista filosofa, ha condotto una sorta di esplorazione analitico-filosofica sul tema dei “silenzi della violenza” alla ricerca di alcune profondità del fenomeno “violenza contro le donne”: dove si incontrano tra loro silenzio e violenza, in quali luoghi? Le possibili risposte e percorsi indagati:

Silenzio come “parola negata” (diritto negato all’espressione di sé), come “parola non creduta” (sordità, cecità, mutismo circostanti), “parola rassegnata” (che non si dà), “parola complice” (quella che, non credendo nel cambiamento o temendolo, preserva lo status quo)

Dalla ricognizione dei “silenzi della violenza” è emersa soprattutto

la capacità del silenzio di condurre i significati, le storie, da una generazione all’altra, smentendo quindi l’idea sempre diffusa, e molto praticata, per la quale mettere a tacere qualcosa, nascondere i fatti, possa preservare dal peso delle eredità, di eventi traumatici così come di qualsiasi cosa.

L’invito dunque è di imparare a riconoscere i diversi suoni del silenzio quando è violento e lavorare affinché ne emergano finalmente parole, vissuti, riconoscimento.

La cultura del silenzio, a cura di Lia Lombardi

I silenzi della violenza, a cura di Susanna Fresko

I silenzi della violenza, a cura di Susanna Fresko (pdf)

Sing for your rights

SING FOR YOUR RIGHTS è il video realizzato nel 2012 da un gruppo di studenti e studentesse del liceo linguistico dell’ITSOS “M.Curie”, con finanziamente del Fondo provinciale milanese per la cooperazione internazionale nell’ambito del progetto Center for MDGs – Obiettivo del Millennio: 3 – Promuovere l’uguaglianza fra uomo e donna**

Il video:

Gli e le studenti scrivono:

Abbiamo aderito al progetto con l’entusiasmo del cuore, scegliendo senza  neppure bisogno di discussione di occuparci del terzo obiettivo: eliminare  le disparità di genere, in particolare nell’accesso all’istruzione  primaria.

Abbiamo poi molto lavorato e nutrito la testa e il cuore con  letture di romanzi e saggi, visione di film e documentari, navigazioni nella rete, discussioni e giochi didattici.

Abbiamo ascoltato relazioni di  compagni (in particolare quella sul velo islamico di Adile Caliskan e Faiza  Fayyaz), abbiamo fatto interviste in Inghilterra durante il nostro viaggio  studio e all’assessora alle Politiche sociali con delega alle Pari  Opportunità del Comune di Cernusco sul naviglio, Rita Zecchini.

Abbiamo  ascoltato la lezione del Prof. Marco Capovilla, fotoreporter e docente di  fotogiornalismo presso lo IULM sugli stereotipi femminili attraverso  l’analisi delle immagini proposte dai media.

Abbiamo contemporaneamente cercato di capire quale sia la situazione nei vari paesi del mondo su questa  importante questione ed abbiamo trovato elementi di disparità differenti nelle diverse aree geografiche.

Così mentre aumentavano le nostre conoscenze siamo riusciti anche a definire i nostri desideri e progetti di  vita e il video è il risultato di queste riflessioni.

“Sing for your rights” è quindi per noi immaginazione e progetto: a partire da una situazione di  incontro semplice e quotidiana a scuola con due studentesse inglesi che  rappresentano la vocazione del nostro indirizzo di studi al confronto e al dialogo interculturale, il potere evocativo del disegno dei simboli del  femminile e del maschile che si intrecciano ci trasporta in un buio ring da freestyle, dove si fronteggiano Eleonora e Cosimo, che rappresentano il  nostro desiderio di non aderire ad immagini di genere stereotipate e da  altri preconfezionate, il nostro progetto di disegnare il mondo, facendo  sentire le nostre voci.

**Center for MDGs coinvolge l’Italia (Umbria e Provincia di Milano), la Spagna (Andalusia), la Bulgaria, il Mozambico e numerosi attori dei territori interessati, con lo scopo di costruire una rete finalizzata a mobilitare un maggiore sostegno pubblico e partecipazione della società alle strategie e alle azioni concrete locali/globali di lotta alla povertà e per lo sviluppo umano sostenibile.