Archivia 27/06/2013

Non posso sposarti!

Sarebbe sufficiente riflettere sul contenuto della nostra Costituzione italiana per constatare che ogni individuo ha diritto di affermare la propria identità personale anche nella sfera sessuale.

L’art. 2 Cost. stabilisce: “ La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Ed ancora, l’art. 3 Cost. recita:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Di fatto a chi è omosessuale non vengono riconosciuti gli stessi diritti degli eterosessuali, posto che la vita di coppia e la necessità di formare una famiglia non viene presa in considerazione dalla legislazione nazionale vigente.
Seppur vero che in alcune città italiane è stato istituito il registro delle unioni civili (i.e. Milano), occorre chiarire che da tale documento non sortiscono veri e propri diritti per la coppia omosessuale, fatta salva la possibilità di dimostrare l’esistenza di un rapporto stabile. Registri, dunque, a cui l’ente locale può far riferimento per finalità che lo stesso ritenga meritevoli di tutela, ad esempio in materia di assegnazione degli alloggi di edilizia pubblica.
Di fatto, dunque, tale disparità di trattamento che in molti paesi è stata risolta con leggi ad hoc in Italia è lasciata nell’incertezza e nella non tutela.
Anche il dettato dell’art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, rubricato “divieto di discriminazione”, stabilisce:

“Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione.”

Allo stato dei fatti, quindi, l’unico mezzo di tutela percorribile è quello di avvalersi degli strumenti che il codice civile e la normativa vigente forniscono, vale a dire lo strumento contrattuale. Stipulare contratti ad hoc per disciplinare determinati rapporti (a titolo esemplificativo: contratti di usufrutto, abitazione etc.) ovvero attraverso la predisposizione di procure (ndr negozio giuridico unilaterale recettizio con il quale un soggetto conferisce ad altro soggetto il potere di agire in suo nome) che permettano al partner di gestire determinati eventi.
Avv. D. M. Sportello Donna
 

Alda Merini poeta e profeta

Lucia Brambilla e Beatrice Galbiati, del gruppo della Libera università delle donne di Cernusco, ci hanno già raccontato dell’emozione dell’incontro con la poetessa Emily Dikinson. Qui raccontano di Alda Merini.

In un successivo incontro Nicoletta Bonapace ci ha fatto conoscere Alda Merini, poetessa milanese del nostro tempo.

Per renderci più intensa tale conoscenza, ha invitato fra noi Luisella Veroli, archeologa dell’immaginario, amica e biografa di Alda Merini.
Quella che ci ha raccontato Luisella, è una storia di amicizia nata da un rapporto sincero, profondo, vivo, sofferto, tra la maestra di poesia e la sua biografa, tra la poetessa candidata all’Oscar e l’amica che le dà voce per farle raccontare senza filtri, da donna a donna, la sua vita.
Alda Merini ha trascorso parte della sua esistenza negli Ospedali psichiatrici, ma con grande energia, intelligenza, umanità e soprattutto ironia, sapeva trasformare gli incubi della malattia (le voci, i personaggi della follia) in personaggi letterari, in poesia.
Le poesie le sgorgavano come perle, spontaneamente, e dovevano circolare con flusso continuo, così come erano venute.
Lei è poeta- profeta: la vita e la poesia in lei coincidono.
Per Alda Merini la vita, come la poesia, è un mistero alchemico: lo trasforma in oro e lo canta.
Con i suoi versi voleva “cantare l’animalità dell’anima” e il suo primo insegnamento era quello di ascoltare il nostro corpo sessuato, potenzialmente materno ed erotico, per illuminarlo, per riuscire a descrivere “con le ali dell’angelo quello che sentiamo nel grembo come donne e come madri”:

“Se tutto un infinito / ha potuto raccogliersi in un corpo /
come da un corpo / disprigionare non si può l’Immenso?”

 
Diceva alla Veroli:

“Dobbiamo parlare a cuore aperto dei dolori di chi è stato recluso e dello scandalo di bellezza che è la vita”

e che bisogna superare l’ostacolo della materialità della vita per accedere al divino.
Estraeva dalla materialità dolente (anche dalle persone) il meglio.

“Sgravare la materia per trovare lo spirito è il compito del poeta: farsi male alle mani, al cuore, porsi una infinità di domande e poi buttarle via, fumare per rendere piacevole il transito verso la morte…”

E ancora:
 

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
con i ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero”

 
Oppure:
 

Un tempo nel manicomio
ho sofferto la libertà infelice
di chi è rinchiuso nel vento
dentro i recinti
di una impossibile corsa.
Poi è venuta la vita:
una lacrima che nessuno asciuga,
un velo di presenza
e così io sto muta
parlo solo nei versi.
E mi aggroviglio
nella mia medesima forza
cercando di rimanere eterna.

 
Assistere allo spettacolo teatrale tratto dal libro “Alda Merini – ridevamo come matte” di Luisella Veroli, è stato per noi un momento ulteriore di intensità e partecipazione emotiva.
Esso ha mostrato come la sincerità destabilizzante della poesia possa essere un ingrediente indispensabile per la vita.
Lucia Brambilla e Beatrice Galbiati
 

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Emily Dikinson mistero e trasgressione

Un commento di Lucia Brambilla e Beatrice Galbiati su Emily Dikinson, in chiusura del corso di poesia che si tiene durante gli incontri della Libera università delle donne di Cernusco.

Aprile … in biblioteca da alcuni anni si rinnova per noi un atteso appuntamento: l’incontro con la poesia!

Di giovedì mattina, accompagnate da Nicoletta Bonapace, entriamo nel Paese della Poesia, dove le parole si fanno musica e la musicalità diviene parola che illumina, esprime sentimenti, emozioni, immagini di bellezza, tormenti, saggezza.

Nicoletta ci fa incontrare poetesse e con delicatezza, leggerezza e sensibilità dà loro voce … “Il Poeta è Profeta”, muove in noi il pensiero, “il sentimento-pensiero” e ci sentiamo più ricche in un “comune sentire”.

Così scrive Emily Dickinson:

Una parola muore

appena detta,

dice qualcuno.

Io dico che solo

quel giorno

comincia a vivere.

Emily Dickinson, gigante della letteratura, l’abbiamo incontrata; singole parole, immagini lampeggianti costituiscono la sua forza poetica.

La sua produzione poetica è enorme (ha composto 1860 poesie più le lettere) ed ogni poesia è un capolavoro sul quale ci si sofferma a lungo.

E’ una poetessa ed una mistica, dotata di grande capacità di introspezione e conoscenza di sé.

Decide di autorecludersi nella sua stanza sobria, scarna, non si fa vedere da nessuno, nel silenzio, come per una rinuncia esistenziale.

E’ di una fragilità totale, possiede una sensibilità estrema che le impedisce il contatto con gli altri e lo filtra attraverso la scrittura.

Ma Emily è un mistero: un mistero di chi sceglie l’astensione della pratica della vita, ma ne conosce le più intime emozioni, i profondi, infiniti limiti.

E proprio attraverso la poesia si riconosce in Lei una donna tenace e tagliente, ribelle, ironica, colma di contraddizioni e metafore.

Parole poetiche, agili, incisive, trasgressive splendono, illuminano e risuonano nei temi dei suoi scritti: amore, natura, morte, eternità, solitudine, assenza.

Originalissima nella forma e nel linguaggio Emily Dickinson preferì composizioni brevi o brevissime, senza metro preciso, senza rima, spesso senza punteggiatura (caratteristica di una modernità espressiva!).

La sua grandezza è riuscire ad esprimere le più grandi cose con le piccole cose, richiamando gli aspetti della vita quotidiana, piccoli avvenimenti che si dilatano a dimensioni cosmiche.

Lucida, ha uno sguardo disincantato e lo rivolge con candore, luminosità e stupore verso il creato.

Emily trasforma la solitudine in risorsa, in dialogo con l’assenza, in possibilità di conoscere sé stessi, ci dice che il rapporto con il sé è un rapporto di stupore.

Traduce la sua esperienza in poesia, trasforma il vuoto (assenza degli altri) in canto.

Noi abbiamo imparato a riconoscere in Lei una donna vibrante, contraddittoria, ma costante nei sentimenti a cui basta una sfumatura di luce, un battito d’ali, per cogliere tutto.

Vi è una solitudine dello spazio,

una solitudine del mare,

una solitudine della morte, ma queste

saranno una folla

a confronto di quel luogo più profondo

quella polare segretezza,

un’anima ammessa alla propria presenza –

finita infinità.

In un’altra poesia conferma:

C’è un’altra solitudine

molti ne muoiono senza –

non nasce dal bisogno di un amico

o dalle circostanze della sorte

ma dalla natura, a volte, a volte dal pensiero

e chiunque la viva

è più ricco di quanto mai rivelino

i numeri mortali.

In un’altra poesia si legge:

Non sarai mai prigioniera –

finchè ti abita –

la libertà – in persona –

 Lucia Brambilla e Beatrice Galbiati

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Football, l'altra metà del campo è a Cernusco

Si allenano a Cernusco Le Furie, la squadra femminile di football americano con più primati nella storia del football italiano. Una storia recente, a dire il vero. Si concluderà infatti il 6 luglio a Ferrara il primo Campionato nazionale di football femminile, sotto l’egida della Federazione italiana di American football. Proprio a Cernusco si è svolta la sua prima giornata, il 28 aprile scorso.
E’ in questa prima giornata di Campionato che Le Furie hanno segnato il primo touchdown nella storia del football italiano femminile. E’ stata Alice Menaballi a portare il pallone nell’area di meta. Non è l’unico primato delle Furie. In squadra gioca anche Giorgia Pezza, rinominata Giorgia jet per la velocità di gioco, che vanta il più alto numero di touchdwon  nel torneo. Con Beatrice Carminati, la seconda in questa classifica di touchdown segnati. Ed inoltre, per le Furie: prima azione offensiva, primo intercetto (azione difensiva spettacolare), prime anche nella classifica marcatori con due atlete.
Con 3 vittorie, con i 104 punti segnati in quattro partite e con il primato nella classifica marcatori che vede al comando due atlete del team di attacco delle Furie, la squadra di Cernusco procede spedita verso la vittoria del Campionato. Con l’ambizione di entrare nella squadra nazionale, in via di formazione.
Le giocatrici delle Furie si contendono il ruolo in nazionale con quelle delle altre squadre ammesse al Campionato italiano (per accedere al Campionato sono necessarie almeno 15 componentri).  Sono 5 in tutta Italia, con sede a Cernusco, Busto Arsizio, Bologna, Ferrara/Roma, Pescara. Solo 5 squadre, a fronte di un impegno economico non indifferente per le società sportive, visto che soltanto il costo dell’attrezzatura si aggira intorno ai 300 euro per atleta, senza contare le trasferte.
Le Furie fanno parte della Società Sportiva Martesana di Cernusco sul Naviglio, da anni attiva nei campionati maschili di serie A1 IFL, A2 LENAF, Under19 e Flag con la squadra Daemons.
La volontà di promuovere e far conoscere il football americano in Italia ha spinto la Società sportiva di Cernusco ad aprire il campo all’altrà metà del cielo. “L’altra metà del campo” a Cernusco è nata anche grazie alla passione per questo sport condivisa da fratello e sorella. Cioè di Valeria Vismara, capitana delle Furie, e il fratello Alessandro, che dei Daemons è il quarterback (chi fa applicare gli schemi di gioco durante la partita). Valeria si allenava con un gruppo di ragazze a Novara. Poi hanno provato a fondare una squadra a Milano, Le Vichinghe, ma il progetto non è andato in porto. Ora con Le Furie ce l’hanno fatta, con il primo allenamento datato 12 gennaio 2012 (Alessandro è anche uno dei 3 allenatori).
Sabato 15 e domenica 16 Le Furie si sono esibite al Festival dello Sport di Monza, evento che si svolge nell’area paddock dell’Autodromo Nazionale di Monza. In questa occasione hanno giocato una partita dimostrativa e sono state disponibili insieme ai Daemons per fare provare agli spettatori l’emozione di indossare casco e paraspalle e scendere in campo per un’azione di gioco.
Andremo presto a trovarle per conoscerle meglio.
 
E.C.
In foto Beatrice Carminati – Foto di Sergio Doria

Contro la violenza maschile sulle donne a partire dalla scuola

“Altre relazioni sono possibili”. L’esperienza realizzata nella scuola media

La scuola è finita. Sta per cominciare il periodo dell’ozio creativo, che sembra una contraddizione in termini, ma favorisce il pensiero divergente, quello che cerca nuove strade, come ci spiegano gli esperti dell’età evolutiva. Tuttavia, anche in periodo di vacanza si può parlare di scuola, soprattutto di iniziative che meritano di essere conosciute anche solo per la loro “singolarità”rispetto al tradizionale iter scolastico.

A fine maggio in Biblioteca, la cittadinanza di Cernusco ha avuto la possibilità di conoscere l’esperienza proposta ai ragazzi e alle ragazze di terza media su un progetto dal titolo: Altre relazioni sono possibili. Contro la violenza maschile sulle donne.

Penso si sia trattato di un’offerta formativa che capita di rado, ma di cui c’è bisogno come il pane, più che un’opportunità è oggi una necessità.

L’ obiettivo principale del progetto era parlare coi ragazzi dei rapporti di vita quotidiana, con gli intenti più specifici di riconoscere alcuni segnali di pericolo rispetto alla violenza e di indagare altri modi di pensare e vivere le relazioni.

Il valore aggiunto stava nell’approccio: educare alla relazione non attraverso regole date, ma a partire dalla riflessione sulla realtà che i ragazzi sperimentano nel quotidiano.

Questi l’origine e le tappe del progetto realizzato: L’UDI di Cernusco e Martesana, da sempre sensibile al problema della relazione tra i sessi e incalzato dall’emergenza femminicidio, ha proposto un intervento nelle scuole ad opera di esperti esterni, Eleonora Cirant e Alessio Miceli; l’Amministrazione Comunale ha accolto la sollecitazione nella persona dell’assessora Rita Zecchini; le insegnanti Marisa Chiappa e Tiziana Buccolieri hanno accettato, dopo l’iniziale perplessità riguardo al tempo da sottrarre al programma ordinario; l’intervento è stato realizzato in due classi terze della Media Aldo Moro; infine in Biblioteca sono avvenute la relazione conclusiva, la verifica e la condivisione pubblica.

Chi ha partecipato all’incontro ha capito quello che è stato possibile affrontare con i ragazzi, che, al di là delle risate e delle turbolenze mostrate in sala, si sono “rivelati” attraverso i filmati dell’esperienza. Sono risultati evidenti le loro potenzialità nascoste, la capacità di riflettere sui comportamenti, l’intelligenza delle relazioni a cui è possibile mirare.

Credo che siano almeno tre i fattori che hanno contribuito alla riuscita dell’intervento.

Presenza di esperti esterni. Una donna e un uomo, rappresentanti di entrambi i sessi e sciolti dai vincoli dell’insegnamento tradizionale impostano con competenza un percorso, seguendo un approccio adatto all’età e alla delicatezza del tema.

Non giudicano, non suggeriscono soluzioni preconfezionate, non prevaricano. Insieme ai ragazzi non si indaga sui comportamenti, ma si stimola la riflessione, si facilita la comunicazione, si individuano spazi di possibilità positive senza sottovalutare la realtà negativa. Soprattutto non si parla del mondo lontano, che spesso lascia indifferenti, ma si osserva il proprio in modo critico. Penso che in educazione il fine sia importante, ma un buon metodo è tutto.

Disponibilità degli insegnanti. Due insegnanti(non molti per la verità) capiscono la necessità e il valore della proposta e scelgono, anche se comporta sacrificare un po’ il programma. Acconsentono anche a “farsi da parte”, escono dall’aula per permettere ai ragazzi un più libero e autentico confronto: una ammirevole apertura, non così frequente nella classe docente.

Sinergia di intenti. L’iniziativa vede unite l’associazione UDI, la scuola media Aldo Moro e l’assessorato alla Cultura , con una sinergia di intenti e una comunicazione tra diverse settori che sarebbe auspicabile per qualunque progetto di rilevanza sociale.

Di fronte a emergenze come il radicarsi della violenza sulle donne e su chi mostra un diverso orientamento sessuale, si è ormai capito che occorre intervenire sulla cultura che fornisce terreno al fenomeno.

Proprio in questo periodo la Camera ratificando la Convenzione di Istanbul, ha sottolineato due principi essenziali della violenza di genere: la sua specificità nell’ambito della violazione dei diritti umani fondamentali e soprattutto il suo manifestarsi come risultante di rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, gli stessi che hanno portato alla discriminazione della donna e che ne impediscono la piena emancipazione.

Si tratta di un riconoscimento importante come importanti sono i capisaldi indicati: prevenzione, protezione, giustizia. Certo occorre che ci sia la volontà di far vivere con le azioni quello che c’è sulla carta, e per voltare davvero pagina occorre il contributo di tutti.

Credo che il progetto realizzato nella scuola si sia inserito coerentemente in questa prospettiva. Proprio perché la violenza ha le sue radici nella cultura del possesso e della subalternità dell’altro, credo che occorra educare alla relazione, a partire dalla propria vita, ma in una forma diversa che metta in gioco l’esperienza e non preveda troppe teorie né regole imposte.

Forse il metodo di “partire da sé” che è stato suggerito ai ragazzi e la sfida a vivere non subendo i modelli, andrebbero applicati anche solo per conoscersi meglio e misurare le distanza tra ciò che si è e ciò che si desidera. Per una identità ancora in costruzione mi sembra più che mai necessario il lavoro di presa di coscienza e di modificazione, esattamente quello che è stato fatto con le ragazze e i ragazzi della scuola.

Penso che, al di là dell’obiettivo di contrastare la violenza, continuare a riflettere e a interrogarsi sulle relazioni, può servirci a svelare abitudini e pregiudizi, magari inconsapevoli, del passato. Soprattutto sono convinta che costruire la collettività a partire dalla relazione, sia una ricetta che si adatta a tutte le età e per tutto il corso della vita.

Rosaura Galbiati

Donne e uomini a teatro con ironia

E’ un’ottima occasione per uscire, stare insieme, riflettere divertendosi, quella di due spettacoli teatrali a Cernusco e Bussero che indagano contraddizioni del maschile e del femminile e dei rapporti di coppia, con ironia.
Il 15 e 16 giugno a Bussero c’è TOP GIRLS, Un’indagine ironica e frizzante sul lato oscuro del successo, e sul prezzo che le donne sono troppo spesso costrette a pagare per essere professionalmente realizzate.
Il 21 giugno a Cernusco c’è CONIGLIO CON LE OLIVE, che osserva con comicità e ironia i momenti decisivi del rapporto tra un uomo e una donna, dalla nascita, al dissolvimento, alla ricomposizione.
 

L'amore non ha sesso

Sei omosessuale? Niente nozze, nessun diritto (in Italia).

Il mio interesse rispetto alle unioni omosessuali è sempre stato presente in quanto mi piace osservare e parlare di persone e con le persone, di relazioni fra esse e della società tutta. Un giorno parlando con dei ragazzi delle scuole medie riguardo ai temi della prima sessualità e dell’affettività è nato un vivace dibattito proprio partendo dalla parola omosessualità e uno di loro mi ha colpito particolarmente dicendo:

“Secondo me l’amore non ha sesso…”

E da qui parte la mia personale riflessione.
Da anni in Italia e nel mondo esistono coppie di omosessuali che vivono insieme proprio come una famiglia ma che, a causa dell’assenza di una giurisprudenza al riguardo, non possono legalizzare la loro unione. Nel mondo esistono diversi tipi di riconoscimento legale delle unioni omosessuali: il matrimonio gay, le unioni civili e i Pacs.

Chiariamoci le idee!

Il matrimonio gay è la legalizzazione civile dell’unione di due persone dello stesso sesso e ciò comporta l’acquisizione di diritti e doveri da parte della coppia come la possibilità di ereditare in caso di morte del coniuge, di prendere decisioni sulla salute del partner, di godere di sconti famiglia, di avere tutele in caso di separazione, di usufruire della pensione del coniuge.
Per unione civile, invece, si intende la convivenza tra due persone non necessariamente omosessuali; le cosiddette coppie di fatto. Anche questo tipo di legame comporta alcuni diritti per i coniugi e, così come nel caso dei matrimoni gay, le unioni civili non sono legalmente riconosciute in tutto il mondo e ovviamente non lo sono in Italia.
L’acronimo Pacs sta per “Pacte civil de solidarité” cioè Patto Civile di Solidarietà ed è una forma di unione civile accettata per la prima volta in Francia nel 1999. Possono accedere ai Pacs non solo le coppie omosessuali ma qualunque coppia che intenda legalizzare la propria unione senza dover necessariamente ricorrere all’istituzione del matrimonio.

Negli ultimi mesi quattro Stati in diverse parti del Mondo hanno legalizzato il matrimonio tra omosessuali, istituto che nel nostro Paese è ancora vietato e costringe tante coppie ad andare all’estero per coronare il loro sogno. Nel mondo, ad oggi, sono ben 14 gli Stati dove i gay possono sposarsi e tra questi l’Italia non c’é.

Qualcosa sembra iniziare a muoversi con la proposta della neo ministra alle pari opportunità Josefa Idem che presenterà prossimamente un disegno di legge per le unioni gay, ma per il momento chi vuole rendere ufficiale la propria storia d’amore deve appunto recarsi all’estero.

Dove vanno gli italiani per celebrare le “nozze in esilio”?

Spagna, Belgio,Olanda permettono il matrimonio agli stranieri sul loro territorio purché uno dei due futuri coniugi sia residente, la Norvegia, il Canada e Usa invece non richiedono vincoli precisi ma impongono una tassa di circa 300 euro.

La coppia in ogni caso deve far fronte ad una serie di spese per l’affitto temporaneo della casa, il viaggio, il soggiorno per sé e per gli invitati, talvolta l’interprete che media tra i futuri sposi e le procedure in lingua locale. Nascono come funghi agenzie su internet che organizzano pacchetti all inclusive prevedendo una spesa che parte dai 1800 fino ad arrivare ai 3000 euro (ad esempio Quiiky.com).

Perché è importante sposarsi?

Il riconoscimento ai gay del diritto di sposarsi rappresenterebbe innanzitutto una sorta di approvazione sociale e un grande passo avanti per superare la discriminazione di cui purtroppo spesso sono vittime. Significherebbe accedere agli stessi diritti di tutti ma soprattutto a livello pratico vi è la necessità di avere una legge che garantisca delle regole nei casi di separazione o morte prematura del compagno. Il bisogno più grande è quindi quello di essere tutelati, in particolar modo quando si è in presenza di coppie con bambini.

L’opinione degli italiani

L’Istat rileva un 62% degli italiani che si dichiara favorevole all’idea che gli omosessuali debbano avere gli stessi diritti di una coppia sposata mentre il 43% sostiene il matrimonio tra gay. Per quanto riguarda invece la procreazione o l’adozione di bambini soltanto il 20% degli italiani sarebbe d’accordo. Molti i pareri ancora contrari dunque, per motivazioni legate a preconcetti, background culturale e religioso, convinzioni personali di diverso tipo.
Eppure nel nostro Paese i figli di genitori dello stesso sesso sono circa 100.000 secondo una ricerca di Arcigay e a gennaio la Corte di Cassazione ha stabilito che si può crescere bene anche in una famiglia gay perché “ si tratta di un mero pregiudizio ritenere che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. La posizione dei più rimane comunque molto cauta.
In una intervista Tommaso e Gianfranco, coppia gay italiana, alla domanda “L’Italia è pronta?” rispondono:

“Siamo certi che prima o poi potremo sposarci anche qui, in fondo nel nostro Paese la famiglia è sacra e la legge passerà per difendere non tanto i diritti dei genitori, ma quelli dei figli”.

Hope.
Silvia Di Pietro
 

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Ragazzi e ragazze contro la violenza sulle donne un video

Il breve video realizzato dalle ragazze e dai ragazzi del CAG Labirinto di Cernusco sul Naviglio, vincitore del 1° premio al Concorso “Rompere il silenzio – Stop alla violenza di genere 2013“, promosso dall’Associazione “Diamo voce a chi non ha voce”, in collaborazione con la Provincia di Milano. Dedicato dalle autrici alla coetanea Fabiana Luzzi, incendiata viva e uccisa dall’ex-fidanzato nei giorni in cui avveniva la premiazione del video. #chitiamanontimena

 
 

Locali notturni e rumori molesti

Abito in una villetta nel centro di un piccolo paese e nelle immediate vicinanze c’è un pub che, soprattutto, nelle ore notturne (fino alle 2 a.m. circa) e nel fine settimana fa un rumore incredibile sia per la musica ad alto volume sia per il vociare delle persone che lo frequentano. Ne consegue che, soprattutto nei mesi estivi, io e la mia famiglia non riusciamo a dormire, cosa posso fare?

Gentile Signora,

preliminarmente può contattare la polizia locale che dovrà intervenire e far rispettare il regolamento comunale e la normativa vigente ma, ove tale intervento non sortisca esito positivo, potrà agire giudizialmente avverso il proprietario/gestore del locale notturno richiedendo, previo espletamento di una perizia tecnica volta a verificare che i rumori superino la normale tollerabilità, un provvedimento che costringa il proprietario ad insonorizzare i locale, inibire determinati comportamenti nocivi, rispettare determinati orari ovvero ad adottare tutti quegli ulteriori accorgimenti che si dovessero rendere necessari per porre rimedio al disagio procuratole oltre al risarcimento degli eventuali danni che si dovessero acclarare.

Per qualsiasi chiarimento, in ogni caso, potrà contattarmi allo Sportello Donna di Cernusco s/N. Cordiali saluti. Avv. D.M.

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