Archivia 28/09/2013

Programma 2013-2014 Università delle donne di Cernusco

PENSARE INSIEME: LA CULTURA COME STRUMENTO DI RICERCA PER LA VITA.PROGRAMMA INCONTRI 2013-2014

Gli incontri si terranno ogni Giovedì dalle 9.30 alle 12.00 presso la Biblioteca Civica Lino Penati di Cernusco sul Naviglio Via Cavour, 51.
La partecipazione è gratuita, aperta a donne di tutte le età di qualsiasi livello scolastico, senza vincoli di provenienza.
Date e argomenti possono subire variazioni nel corso dell’anno.
Per informazioni: Carla Lucca:  02 9232468

Programma

3-10-17 ottobre  
Barbara Meroni (psicologa e psicoterapeuta)
Vizi e virtù dei nostri caratteri:  una proposta teorica ed esperienziale secondo i contributi dell’Enneagramma per una maggiore comprensione di sé
31 ottobre 
7-14 novembre    
Lea Melandri (scrittrice, storica del femminismo)
Percorsi del femminismo, emancipazione e liberazione: una falsa alternativa? 
21 novembre
Luisella Veroli (scrittrice, archeologa dell’immaginario)
“Prima di Eva. Sui sentieri dei luoghi di culto della Grande Madre” Luisella Veroli
28 novembre
5 dicembre
Laura Lepetit (editrice)
Una Tartaruga carica di libri: storia della casa editrice “La Tartaruga”
Ai libri non si resiste
12 dicembre
Emilia Costa (docente Politecnico di Milano)
Costruire con intelligenza ambientale
19 dicembre
Elvira Pensa (docente Politecnico di Milano)
Il verde nelle città
16-23 gennaio
Mariangela Doglio Mazzocchi (docente di Storia del Teatro Francese)
“La linea della vita” Hanna Krall
“Lily la tigre” Anna Kimhi
6-13-20 febbraio
Vittoria Longoni (docente di latino, greco, filosofia e lettere classiche)
“La madre che ci manca” Joyce Carol Oates
“L’estate che perdemmo Dio” Rosella Postorino
“Nido vuoto” Alicia Gimenez Bartlett
6-13 marzo
Nicoletta Buonapace (poeta)
Le poete inglesi anni ‘70
“Il mondo salvato dai bambini” Elsa Morante
27 marzo- 3 aprile
Valeria Fieramonte (giornalista scientifica) e Costanza Panella (responsabile Lega Ambiente Lecco)
In ricordo di Laura Conti: partigiana, medica, grande studiosa dell’ecologia

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Donazioni e obbligo di assistenza

Descrivo la mia situazione. Nel lontano 1980 ero una bambina e sono rimasta orfana di madre. I genitori di mia madre (miei nonni), e mio zio (il fratello) hanno fatto delle finte compravendite per escluderci dalla maggior parte dell’eredità. Io l’ho scoperto di recente che sono finte, trovando una carta semplice firmata da mio zio dove diceva che non aveva versato soldi ma avrebbe provveduto ai genitori nel futuro. Lo zio è morto e i beni sono stati ereditati da sua moglie e dai miei cugini. La nonna è ancora viva e nullatenente perchè ha dato tutto a loro. 
E’ possibile che io, dopo quello che ho subito, abbia gli stessi obblighi dei miei cugini in termini di assistenza? Grazie mille per l’aiuto che potrà darmi.

Gentile Signora,
innanzitutto, premetto che al fine di poterLe fornire un parere il più esauriente e completo possibile, il quesito sottoposto meriterebbe maggiore approfondimento sia in termini di fatti accaduti e di tempistiche dei decessi sia in relazione all’esistenza o meno di testamenti oltre che di tutti i documenti a sue mani.
Di primo acchito sembrerebbe evidente una lesione di legittima in relazione alla successione del nonno, dunque, Le consiglierei di rivolgersi ad un legale in modo tale da poter valutare la proposizione di un’azione giudiziale volta a veder riconosciuti i suoi diritti, ove non ancora decorsi i termini prescrizionali.
Ciò posto, considerando che le “finte compravendite” simulano una donazione appare evidente l’applicabilità dell’art. 437 c.c. secondo cui chi ha ricevuto donazioni è tenuto “con precedenza su ogni altro coobbligato” a prestare gli alimenti. Ne discende, dunque, che nel caso in cui i Suoi cugini dovessero avanzare qualsivoglia pretesa nei suoi confronti, Lei potrà legittimamente opporre loro, provando l’intervenuta donazione, l’arricchimento ricevuto anzi tempo.
Preciso, per scrupolo, che il diritto agli alimenti sorge ove il soggetto non abbia possibilità di provvedere al proprio sostentamento. Sua nonna non percepisce né una pensione di vecchiaia né la reversibilità del defunto marito?
Cordiali saluti
Avv. D.M. Sportello Donna Cernusco s/N
 

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Riprendono i corsi diBau Atelier

LUNEDÌ 30 SETTEMBRE RIPRENDERANNO I CORSI ANNUALI D’ARTE DI BAU ATELIER
PER BAMBINI E RAGAZZI
Lunedì e giovedì dalle 17.00 alle 18.30 per i bambini delle scuole elementari
Martedì dalle 17.00 alle 18.00 per i cuccioli delle scuole materne
venerdì dalle 17.00 alle 18.30 per i ragazzi delle scuole medie
Cliccando sui link potete vedere i video fotografici realizzati da Susanna Radaelli con immagini delle attività svolte durante l’estate.
Vedi > LA BAU ESTATE
Vedi > IL MANDALA DI FIORI
Vedi > LABORATORIO CREATIVO “NON E’ UNA SCATOLA”di Antoinette Portis
A breve seguirà il calendario delle attività previste per il mese di Ottobre.
 

Danza sulla mia tomba

Danza sulla mia tomba, romanzo di Aidan Chambers, si può trovare nella sezione “ragazzi” di qualsiasi biblioteca.  Siccome si tratta di un ottimo libro per ragazzi, diventa una lettura estremamente interessante per adulti che vogliono cercare di comprendere il mondo dell’adolescenza e riconnettersi con il vissuto che certamente hanno condiviso quando si affacciavano alle soglie della vita adulta.
E’ un romanzo a più livelli, parla di adolescenza, di scoperta della propria sessualità, di omossessualità, amore e morte.
Hal, sedicenne sveglio ma insicuro, viene sorpreso a ballare sulla tomba di Barry, ragazzo morto in un incidente di moto. L’assistente sociale chiamato a indagare sullo stato di salute mentale di Hal redige un rapporto.  A questo documento un po’ asettico si intreccia il racconto del ragazzo che ripercorre gli avvenimenti dell’estate: come ha conosciuto Barry, la relazione che è nata tra loro, la disillusione amorosa, il tragico, insolito epilogo.
E’ anche un romanzo di iniziazione che non manca di mettere in evidenza lo straordinario potere terapeutico della scrittura.
Consigliatissimo a chi voglia rivivere in modo vivido e realista i palpiti dell’adolescenza.
Se ne è parlato martedì 19 per il consueto incontro di Dopocena con libro organizzato dall’associazione Libriamoci

Aidan Chambers, Danza sulla mia tomba, Rizzoli, 2008

 
Paola Gioffredi, associazione Libriamoci

Canne al vento

E’ in corso in questi giorni presso la Biblioteca civica L. Penati una

mostra in omaggio a Grazia Deledda a cento anni dall’opera

La mostra è visitabile fino al 22 settembre, nei seguenti orari: lunedì 14/18; martedì, giovedì e venerdì 9/19; mercoledì 10.30/19; sabato 9/12,30 e 14/18.
La mostra apre Finestra sul Mediterraneo, un percorso che, come spiega l’assessore alle Culture Rita Zecchini:

intende valorizzare le regioni italiane e la conoscenza dei paesi che si affacciano sull’omonimo mare, accomunati da una comune e riconoscibile identità di valori e di interessi.
Si vuole evidenziare l’importanza che assume in sé il Mediterraneo, quale soggetto storico e geografico, in forza della posizione strategica, della dimensione intercontinentale e tradizione storico – culturale

Il percorso prevede iniziative culturali declinate nelle diverse forme artistiche, con conferenze, spettacoli, mostre e concerti e si conclude con eventi all’aperto.
Dal 20 al 22 settembre piazza Matteotti ospiterà infatti gli stand di

Sardegna in piazza

con i tipici prodotti enogastronomici e di artigianato (orario 9/20), mentre sabato 21, alle 16 il Gruppo Folk Iknos animerà la piazza con uno spettacolo di danze popolari sarde.

Grazia Deledda (1871-1936)

Nata a Nuoro nel 1871, Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il Premio Nobel.
La sua opera feconda è strettamente legata alla sua terra, la Sardegna.
Il romanzo più letto e tradotto, Canne al Vento, contribuì in modo significativo a guadagnarle quella stima che nel 1926 le procurò il premio Nobel per la letteratura e rappresenta un documento valido ed efficace per la ricostruzione del quadro storico, culturale e socio-economico della Sardegna del primo decennio del Novecento.
Mentre l’Italia è impegnata nella guerra di Libia e il ceto sociale borghese si innesta prepotentemente nel tessuto economico e politico, la Sardegna rimane saldamente ancorata ai privilegi delle antiche famiglie della nobiltà contadina.
I personaggi cercano affannosamente il riscatto morale e sociale, ma i loro sforzi si scontrano con la potenza oscura di un destino immutabile, proprio come le canne che non possono non piegarsi alla forza del vento che le agita. Un coro di vite che si fonde con quello di una terra ancestrale e selvaggia, popolata dai personaggi fantastici delle vecchie storie popolari, inondata dalla luce vermiglia dei suoi tramonti sul mare, cullata dal suono malinconico delle fisarmoniche che si perde tra l’inebriante profumo delle euforbie e il manto variopinto delle violacciocche.

Laboratorio di costruzione con cartoni

BAU ATELIER inaugura i nuovi corsi annuali con un’ iniziativa che prende spunto dalla lettura di di Antoinette Portis Non è una scatola
che sfocerà nel

laboratorio di costruzione con cartoni

Si useranno cartoni di ogni misura, dalle normali scatole a scatoloni XXL con cui costruire tutto quello che la fantasia suggerirà.
Il laboratorio si rivolge a bambini dai 5 agli 11 anni ma le organizzatrici hanno preparato qualcosa di speciale anche per i “cuccioli di Bau”, che potranno divertirsi fra gli scatoloni con mamma o papà.
Sabato 14 settembre al Parco degli Alpini, dalle 15.00 alle 17.00                         
Iscrizione obbligatoria chiamando il 334 3951033                       
contributo per il laboratorio 10€                                                         

Bau Atelier apre le iscrizioni ai corsi d’arte annuali per bambini e ragazzi

In programma diverse novità per continuare anche in autunno le belle esperienze iniziate durante l’estate.  Per vedere il video del Bau Camp cliccare sul link https://picasaweb.google.com/110530524330846382429/BauEstate02?authkey=Gv1sRgCJzoz4f4xYyG8AE#5919460602112043714
SITO www.bau-atelier.it
PAGINA FACEBOOK https://www.facebook.com/BauAtelierCernusco?ref=hl

Ripartire dalle donne

Pensieri suggeriti dalla lettura del libro “L’origine femminile dell’umanità” (Prospettiva edizioni, 2012)
Mi soffermo sull’immagine in copertina del libro per infiniti minuti catturata dalla profondità dello sguardo della donna in primo piano. E’ una anziana lavoratrice di copra del Kerala (Regione dell’India) e attraverso i suoi occhi e le sue rughe disegnate sul viso si può immaginare tutta una vita.
E’ una calda mattina di mezza estate quando decido di leggere questo testo, arrivato per posta direttamente da Prospettiva edizioni qualche tempo fa, che aspettava pazientemente tra i tanti impegni di essere aperto.
Ogni libro ha la sua storia; questo è nato dal lavoro di più mani che scorrendo le pagine si ritrovano tutte ma principalmente è il frutto dell’incontro – confronto tra una donna, Sara Morace, insegnante di Antropologia nella Scuola Internazionale di Utopia Socialista, co-direttrice del centro di Ricerca Umanista e femminista convinta e un uomo, Dario Renzi, il principale ispiratore dell’Utopia Socialista, direttore dell’omonima rivista e del Centro di Ricerca Umanista.
Entrambi sono autori con numerose pubblicazioni alle spalle che qui si ritrovano per ripensare l’idea, il concetto stesso di specie umana attraversando la strada più utile a loro parere, cioè quella che riparte dal genere femminile.
L’impianto dialogante agevola la lettura delle quattro diverse sezioni in cui è suddiviso il testo, (Primarietà, Origini, Trascendenza, Appendice), con numerosi rimandi ai precedenti scritti dei due autori.

Il filo conduttore del libro è il continuo confronto, arricchito da posizioni non acritiche, sui temi fondamentali dell’esistenza e del divenire del passato che permane nell’oggi, sul come la corrente di Utopia Socialista si sviluppa dalle origini dell’umanità.

Un percorso che non teme parole come “utopia, socialismo, femminismo” e che utilizza un linguaggio che potremmo definire sessuato in quanto vuole denunciare il “trauma di un mondo alla rovescia”, basato sull’idea di sottomissione al genere maschile non solo di quello femminile ma della natura intera.

Ho trovato interessante il modo in cui nel libro le differenze tra uomini e donne vengono affrontate all’interno di un viaggio propositivo come una possibilità e non come ostacolo.

Sara Morace e Dario Renzi, infatti, dialogano apertamente tra loro partendo dall’idea di primarietà del genere femminile per comprendere la specie umana; la tesi sostenuta consiste nel fatto che il genere femminile qualifica l’esistenza della specie, la riqualifica quotidianamente a partire dalla nascita e non solo come nuove vite che appaiono sul pianeta, ma come sviluppo della vita stessa.

L’intento è quello di proporre una chiave di lettura della specie umana universale in relazione sia al tempo che allo spazio e si tratta di una scelta certamente contro corrente rispetto al contesto prevalentemente patriarcale in cui viviamo.

La capacità di pensarci come una specie in tutte le sue differenze è uno dei grandi problemi che ancora oggi riemergono sottoforma di diversi temi anche nei fatti di attualità.
Differenza non vuol dire necessariamente contrarietà, e neppure contraddizione: la differenza è un problema inteso come opportunità di crescita e di comprensione della vita. All’origine delle differenze vi è la differenza primaria tra i due generi maschile e femminile con tutto ciò che significano i loro costanti intrecci, incontri, la loro unione; perché pensare la differenza significa pensare l’unitarietà. Seguendo l’idea di unitarietà non ci sarebbe spazio per il razzismo, per l’etnocentrismo e tantomeno per atteggiamenti di etnocidio o femminicidio.
Provare a pensare fin dal principio ad un’educazione alla vita significa pensare un’educazione alla specie stessa; educare all’essere uomini e donne migliori perché riconoscono le loro autentiche radici e le possibilità di sviluppo ad esse collegate.
L’autrice ci ricorda come non sia necessario partire dal dramma per trovare soluzioni, perché non ci aiutano ad immaginare e impegnarci per vivere in modo diverso cosa che, invece, può fare il semplice fatto di affrontare i problemi in chiave positiva.
L’importanza dell’educazione dunque è nella potenzialità di imparare modi diversi del vivere.
Sara Morace ci riporta all’importanza di riflettere in positivo, partendo dalle questioni fondamentali; “Partire perciò dalla vita e dalla possibilità di vivere meglio, donne e uomini insieme.”
Differenza e Possibilità sono quindi un’occasione di vita migliore se partiamo dall’inizio, dal genere femminile, dalle iniziatrici. Se le donne, riconoscono e scelgono consapevolmente di vivere la propria primarietà, rinnovandola nel quotidiano.
La specie umana è fondamentalmente femminile e numerosi studi dimostrano che c’è un genere, quello femminile, che è primo dal punto di vista di tutte le sfere dell’esistenza (fisica, biologica e sociale). Per capire la specie umana, dobbiamo riconoscerne la sua matrice femminile, verità che negli ultimi anni assumono sempre più rilevanza. Nonostante ciò siamo state/i educate/i ad altro, a pensare come inevitabile l’attuale modo di vivere, quello che viene definito un “rovesciamento generalizzato”rappresentato dal patriarcato.
Il suggerimento di Sara è di ripartire dalla vita e dal concetto di“vivibilità” per superare la violenza patriarcale perché le protagoniste sono finalmente le donne e più precisamente le madri che riescono ad assicurare alla vita continuità per dedicarsi al “miracolo dell’emersione” della natura umana.
Un libro da leggere con la voglia di ripensarsi al centro e non più al margine della famiglia, della società, della vita.
Silvia Di Pietro