Archivia 30/10/2013

Borsa dello sport forza ragazze

Nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, l’amministrazione comunale di Cernusco conferma e aumenta le risorse per la “Borsa dello sport”.

FORZA RAGAZZE!!

“Borsa dello sport”, è il bando con cui i genitori possono richiedere un contributo per  sostenere le spese per l’attività sportiva dei propri figli e delle proprie figlie.

Potranno partecipare al bando i genitori i cui figli abbiano, entro il 31 dicembre 2013, un’età compresa tra i 6 ed i 17 anni, che il nucleo familiare sia residente in città e che possegga un valore ISEE uguale o  inferiore a 16.000 euro. Il contributo massimo erogato sarà di 200 euro a ragazzo/a e 500 euro a famiglia  o, in ogni caso, pari al 40% del costo sostenuto dalle famiglie per l’iscrizione ai corsi per attività motorie  che si svolgeranno nell’anno scolastico/sportivo 2013-2014.
I contributi saranno assegnati, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, in base ad una graduatoria in cui sarà data priorità a: valore ISEE più basso, numero di figli, nuclei con un solo genitore o con genitore cassintegrato o disoccupato. Il bando sarà pubblicato il 4 novembre su www.comune.cernuscosulnaviglio.mi.it mentre l’ultimo giorno utile per presentare la domanda sarà il 2 dicembre. Quest’anno il budget a disposizione è di 6.000 contro i 4.000 di un anno fa ed i circa 2.000 della prima edizione.

“un aiuto diretto agli atleti”, dichiara L’Assessore allo Sport  Ermanno Zacchetti, che si aggiunge alla concessione a costi contenuti  delle strutture comunali per lo svolgimento delle attività sportive.

 

Image: 'Ball games'
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Riprendono gli allenamenti delle Furie

Sono ripresi ad ottobre gli allenamenti della squadra di football femminile di Cernusco, le Furie.

Le Furie sono come le formiche rosse come quando, travolte dall’acqua, formano una palla compatta al centro, grazie a cui possono continuare a respirare e sopravvivere.

Così le descrive Sergio Doria, fotografo e, da settembre, team manager della squadra.

In questo spirito di squadra così forte incarnano in modo più genuino lo spirito del football.

Nello scorso luglio le Furie avevano giocato la finale del campionato femminile di football americano. Purtroppo la vittoria è andata alle avversarie, anche a causa dell’infortunio di Giorgia Jet Pezza.
La scorsa stagione, tuttavia, è stata piena di risultati positivi e di primati. E’ grazie alla loro energia e al loro impegno che la federazione ha deciso di organizzare un campionato.
Oggi, passato un anno, ci sono 8-9 squadre che vogliono partecipare al CIFAF 2014 e il movimento femminile è in decisa crescita.
Per informazioni contattate la società sportiva all’indirizzo info@daemonsfootball.com http://www.daemonsfootball.com/2013/

 

Non sono come lei

Manuela ha 43 anni, giunge allo Sportello Donna definendosi depressa. Lei si presenta così:

“Provo tristezza, vuoto, non ho progetti, mi manca l’iniziativa, continuo a piangere, mi sento sola”.

Questo stato dura da circa un anno. Racconta di un cambio netto, di una ‘rivoluzione copernicana’ che la trasforma da una donna trucco e tacchi a spillo, attenta alle apparenze, all’immagine estetica, in una donna acqua e sapone e scarpe basse, che vorrebbe fare del volontariato.
Nel primo incontro riferisce sofferenza e rabbia per la fine della relazione con Federico, il suo ex compagno che da pochi mesi si è ricostruito una vita senza di lei, ma immediatamente ridimensiona il suo problema: “Federico non è una ferita aperta, è solo una cicatrice che prude”.

Alla domanda di quale sia allora la ferita aperta, Manuela risponde: “il rapporto con mia madre, sono arrabbiata con lei e le ho detto che sono stanca di prendermi cura di lei, le ho detto di arrangiarsi e  che non la voglio vedere, se no la massacro.”

Manuela descrive la madre come una donna che non teneva alle apparenze “diceva sempre quando sei pulita stai sempre bene”, una mamma sempre nervosa, poco presente per i figli e che litigava sempre con il marito.
Nel corso degli incontri si ipotizza insieme a lei, come Manuela abbia perseguito per tempo l’ideale di avere una vita migliore di sua madre, ecco che allora si concentra per molto tempo sulle apparenze e sull’assunzione di posizioni di prestigio nelle relazioni sociali e nell’ambito lavorativo sia per colmare il vuoto affettivo, sia impegnandosi per diventare una donna diversa da sua madre.
A lungo andare però il “trucco non tiene”. Compare l’insoddisfazione nei rapporti umani, il senso di  solitudine, … È come se la sua idea di essere meglio di sua madre a poco a poco crolli e adesso si trovi ad essere quasi peggio di sua madre, senza una famiglia, sola, ormai il suo ideale è logoro.

Talvolta il timore di riprodurre una vita simile a quella dei proprio genitori e per le donne nello specifico delle proprie madri, incastra, impedisce di vivere realmente come si vorrebbe.

Si agisce solo per differenziarsi dall’altro (in questo caso dalla madre) con il pericolo di non entrare mai in contatto con se stessi, con i propri bisogni, con i propri desideri, non si sceglie perché si vuole quella cosa, ma perché si è certi non volerne un’altra. Si rischia così di condurre una vita, vissuta da ‘un estraneo’ rispetto a se stessi.
La crisi di Manuela è stata salvifica, una volta esplicitato l’ideale che perseguiva, ha potuto liberarsene e scoprire finalmente chi fosse Manuela!
Dr.ssa Chiara Bertonati, psicologa Sportello donna Cernusco s/N.
 

Image: 'You? Im out!'
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Laboratorio gratuito sulla scrittura di sé

L’associazione Libriamoci, a Bussero, propone per quest’autunno un laboratorio gratuito sulla scrittura di sé.

Si tratta di un percorso, articolato in 5 incontri di due ore, in cui i partecipanti potranno rievocare ricordi e riappropriarsi delle proprie memorie, ripercorrere la propria vita ed imparare ad ascoltarsi, utilizzando lo strumento della scrittura.

Il percorso si articola attorno ad un tema conduttore che verrà esposto durante il primo incontro.
La scrittura di sé verrà stimolata attraverso suggestioni di tipo vario e condivisa all’interno del gruppo.
Non è necessario essere bravi scrittori perché il laboratorio è rivolto a tutti coloro che hanno voglia di esplorarsi, di conoscersi un po’ di più e di condividere la propria storia di vita.

Il laboratorio sarà condotto da Maria Matera e si terrà nella saletta della biblioteca dalle ore 21 alle ore 23 nei giorni 11, 18, 25 novembre e 2 e 9 dicembre.
E’ previsto un numero di partecipanti massimo di 16 persone.
Per informazioni Maria Matera cell. 3358365243, mail: mariamatera@gmail.com
 
 

Image: 'Be seeing you'
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Open blog Apri cernuscodonna.it

Primo incontro di formazione

organizzato da cernuscodonna.it con l’Assessorato alla cultura di Cernusco s/N.

OPEN BLOG – APRI CERNUSCODONNA.IT

Sabato 26 ottobre 2013, dalle 9.30 alle 12.30
Biblioteca civica di Cernusco s/N, in via Cavour 51.

OPEN BLOG

  • per incontrarsi di persona
  • per orientarsi nella struttura di un blog su piattaforma wordpress
  • per muovere i primi passi nella gestione autonoma di un blog personale su piattaforma wordpress

Cosa faremo

  • analisi del pannello di controllo in rapporto alla struttura del blog cernuscodonna.it
  • redazione di un profilo utente sul pannello di controllo del blog cernuscodonna.it
  • redazione di un post dal pannello di controllo del blog cernuscodonna.it

Diavolerie 2.0

Se avete domande su account, social network e altre diavolerie 2.0, portatele qui!
Le raccoglieremo, proveremo a rispondere o a farne argomento di un prossimo appuntamento.

E’ gratis!

La partecipazione è gratuita, aperta a tutte e tutti

Prenotazione

cernuscodonna@gmail.com

Conduce

Eleonora Cirant, webmistress di cernuscodonna.it
 

Immagine
By Nevit Dilmen (Own work) [CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], via Wikimedia Commons

Sperimentare, creare, crescere. Bau Atelier fa vivere l'arte a Cernusco

Effetto donna è un percorso artistico in 8 incontri per lo sviluppo della creatività declinata al femminile. La proposta è dell’associazione Bau Atelier, che nasce nel 2009 dalla passione di due amiche per l’arte, esperte in arte terapia e decise ad aprire un atelier artistico per bambini e ragazzi di Cernusco. Da allora Bau Atelier fa vivere l’arte a Cernusco attraverso laboratori creativi, conferenze, visite guidate. Una fervente e gioiosa attività, documentata sulla pagina facebook.
Chantal Martinelli è una delle promotrici dell’associazione. Qui racconta a lettrici e lettori di cernuscodonna.it come è nata Bau Atelier e quali sono le sue caratteristiche. Cominciamo da Effetto donna, il percorso artistico al femminile che parte l’8 ottobre 2013.

Come per tutti i progetti di Bau Atelier, anche questo è nato dalle istanze di qualcuna di noi. All’inizio abbiamo avuto qualche dubbio nel rivolgerlo solo alle donne, ma chi partecipa alle attività e le socie sono in maggioranza donne. Anche solo porsi la domanda è stato molto stimolante. Sarà interessante vedere quali sono le differenti idee di creatività femminile. Non so se esistano qualità specificamente femminili nell’arte, ma ci interessa far emergere una creatività sopita e tenuta sempre sotto traccia. Vorremmo che nascesse un gruppo di esperienza artistica, per riflettere più in profondità.

Dunque le frequentatrici di Bau Atelier sono in maggioranza donne?

Siamo clamorosamente a maggioranza femminile. Le padrone di casa sono donne. Non c’è chiusura verso gli uomini, ma è una realtà. Noto che non è soltanto una caratteristica nostra…

Molti dei vostri laboratori artistici sono rivolti a bambini e bambine. Chi li accompagna, di solito?

Di solito le madri. I padri che frequentano le nostre iniziative sono rare eccezioni. Molto isolati e poco visibili, vorremmo valorizzarli di più ma non vorremmo farne delle caricature. Notiamo che i figli sono di competenza delle donne e i ruoli sono ben saldi. Forse anche da questo è scaturita la domanda di un percorso artistico rivolto specificamente alle donne.

Dicevi che Bau Atelier nasce appunto come proposta per i bambini.

L’idea di base è fare percorsi artistici rivolti ai bambini con attenzione agli aspetti psicologici sottostanti al percorso creativo. E’ un processo completo che non riguarda solo l’apprendimento di tecniche, ma anche lo sviluppo del pensiero creativo e la conoscenza dei materiali. L’idea di fondo è: sperimentiamo! Facciamo la prova. Davvero è una cosa diversa da quella che si fa a scuola. Poi comunque le tecniche sono apprese, ma solo quando il bambino ha bisogno di quel determinato materiale per il suo personale processo creativo.

Con i Cuccioli di Bau avete aperto uno spazio anche per i bambini sotto ai tre anni. Come funziona?

Proponiamo delle storie divertenti e attività sensoriali. I genitori condividono il percorso con i figli. E’ un modo diverso per stare insieme, una dimensione insolita ma allo stesso tempo molto familiare e riconoscibile. Divertente anche per noi che lo facciamo!

Materialmente, come avete potuto muovere i primi passi? Avere una sede non è tanto facile

Abbiamo potuto partire perché l’amministrazione comunale ha accolto un nostro progetto e ci ha dato una sede. Il progetto includeva bambini con disabilità e la collaborazione con i servizi sociali. Nel tempo le attività si sono moltiplicate, la sede non bastava più e così abbiamo affittato un locale. Il gruppo originario si è ampliato molto, ora sono presenti 4 arteterapeuti in associazione, si sono avvicinati a noi degli artisti e tante mamme volontarie. Un’iniziativa parte da una persona che ha una passione e vuole proporla, condividerla. Tutti quelli che arrivano portano cose nuove!

E’ successo così anche con lo Knit Point? Che sarebbe… un laboratorio di maglia?

Allo Knit Point facciamo lavoro a maglia ma con un obiettivo ambizioso che si ispira ad un movimento internazionale. Come nell’arte ci sono artisti importanti che usano tessitura e maglia, tecniche antiche di specifica competenza femminile, così vorremmo che le stesse tecniche fossero usate a fini creativi proprio da chi le ha sempre vissute come attività di poco valore. Anche se l’obiettivo non è immediatamente percepito come tale da tutte le partecipanti.

Torniamo ai bambini. Quanto è diffusa la sensibilità che con le arti si possa sostenere il processo di crescita del proprio figlio o figlia?

E’ abbastanza diffusa, ma ancora è la sensibilità di una minoranza. Vorremmo far sapere ai pediatri che esiste questo spazio e quanto è importante.

Molti corsi sono a pagamento, anche se con tariffe popolari.

L’aspetto del pagamento è importante, perché impedisce alle persone dubbiose di avvicinarsi. Ma abbiamo proposto cose gratuite e non è stato del tutto positivo, perché è una cosa che non è stata scelta ma si fa perché è gratis e questo crea equivoci.
Va detto anche che le entrate che derivano dalle iscrizioni ai laboratori vanno a coprire i costi dell’affitto della nuova sede e che chi conduce i corsi difficilmente ci guadagna qualcosa.

Oltre ai laboratori per bambini e adulti, proponete anche conferenze e visite guidate.

Per le visite guidate alle mostre collaboriamo con le guide museali di “Incursioni d’arte”. Inoltre abbiamo avviato un ciclo di conferenze, promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune di Cernusco.

 
E.C.
 
 
 
 
 
 

Son tutte belle

Son tutte belle è un progetto di documentario che ha l’obiettivo di indagare e raccontare le donne italiane e straniere attraverso il loro rapporto e confronto con la maternità, coinvolgendo persone e personaggi diversi, lontani e vicini, fino a costruire un ritratto della condizione femminile in Italia, qui e adesso, in relazione all’essere e al diventare – o meno – madre.
Il team di registe che ha lanciato il progetto comincia con un primo grande lavoro di ricerca testimonianze, in tutta Italia.
Le promotrici hanno lanciato in rete una richiesta di autointervista. L’abbiamo ricevuta e volentieri la rilanciamo:

Cerchiamo delle donne che ci raccontino la loro esperienza rispetto alla maternità. Che siano mamme o no, che l’abbiano desiderato o no, quello che ci interessa sono le storie e i percorsi.
Basta un filmato, fatto con una videocamera o un telefonino, in cui vi raccontate, o aiutate un’amica a raccontarsi. Potete anche mandare le immagini del vostro quotidiano, senza apparire in prima persona nell’immagine, ma mostrando dove siete.
Ci serve perché vogliamo costruire un film, in internet, che faccia vedere come stanno le donne in Italia, oggi. E faccia riflettere, facendo venire voglia di intervenire, scrivere commenti, mandare altri filmati.

Per ogni dubbio andate sul sito di SONTUTTEBELLE, è tutto spiegato. E se non vi sembra chiaro, scrivete a info@sontuttebelle.org
 

Nati per leggere

Dal primo ottobre riparte Nati per leggere alla Biblioteca civica di Cernusco.

Ogni martedì, dalle 10 alle 12

il personale della biblioteca accoglierà bambini e bambine nella sala ragazzi Magolib(e)ro e suggerirà agli adulti che li accompagnano le letture adatte ai più piccoli.

“La prima fase di sperimentazione del progetto – ha spiegato l’Assessore all’Educazione Rita Zecchini – ha avuto ottimi risultati. Con l’ASL stiamo preparando un protocollo d’intesa con cui si vuole implementare  il coinvolgimento all’iniziativa dei neo-genitori che frequentano ambulatori e consultori pediatrici, perché questi sono ‘luoghi strategici’. Il personale specializzato della Biblioteca comunale si renderà disponibile ad illustrare la valenza del progetto anche in questi luoghi.Organizzeremo, inoltre, degli incontri informativi con esperti pedagogisti, medici ed educatori per supportare tutti i neo-genitori e le altre figure parentali, come nonni e zii, che volessero seguire il progetto e confrontarsi in un contesto pubblico su tali tematiche”.

Accompagnare precocemente i bambini alla lettura, infatti, può rappresentare una strategia educativa e una significativa occasione per lo sviluppo affettivo e cognitivo.

L’Assessore Zecchini cita, infine, la filastrocca dei «Nati per leggere» di Bruno Tognolini perché chiamare per nome ogni cosa, significa fare realtà, mettere al mondo mondi di esistenza: «Leggimi subito, leggimi forte / Dimmi ogni nome che apre le porte / Chiama ogni cosa, così il mondo viene / Leggimi tutto, leggimi bene / Dimmi la rosa, dammi la rima / Leggimi in prosa, leggimi prima».

Per avere più informazioni sull’iniziativa è possibile chiamare lo 02.9278299 dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18.