Archivia 28/02/2017

Due anni fa chiuse il punto nascite a Cernusco sul Naviglio: ancora oggi la città si chiede il perché. E le neo-mamme devono fare chilometri per andare a partorire

Ci furono manifestazioni di protesta, presidi e raccolte firme che coinvolsero migliaia di persone. Ma non servì a niente: l’1 marzo del 2015 il punto nascite dell’ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio chiuse in favore dell’accorpamento con l’ospedale di Melzo
Sono passati così due anni da quando tutte le neo-mamme di Cernusco devono allontanarsi da casa di parecchi chilometri (i due ospedali distano 13 km) per poter partorire. Una decisione, quella della Regione Lombardia, di cui ancora si fa fatica a comprenderne le ragioni.
All’origine della decisione di accorpare i servizi delle due città c’era l’obiettivo di raggiungere le 1000 nascite all’anno per poter accedere in servizi e sicurezza.  Una nota dell’azienda ospedaliera di Melegnano spiegava: “L’accorpamento rientra nell’ambito della riorganizzazione dei Punti Nascita, in coerenza con un Accordo Stato/Regioni del 2010 che prevede di concentrare alcune attività in un numero minore di ospedali per garantire livelli di servizio sempre migliori”.
Tuttavia nel 2016 si è rimasti molto al di sotto dell’obiettivo 1000 nascite, ci si è fermati a 602 senza nessun segnale di crescita per il  2017. Inoltre quando è stato chiuso il servizio all’ospedale di Cernusco, il numero di nascite all’Uboldo rispettava pienamente i criteri di almeno 500 parti all’anno dettati dal Ministero della Salute.

Lia Lombardi, presidente di Blimunde: «La violenza di genere? Italia avanti sul fronte legislativo ma a livello culturale siamo indietro»

Pubblichiamo la video-intervista a Lia Lombardi, presidente di Blimunde, sul ruolo della Rete territoriale cittadina per il contrasto alla violenza contro le donne.
Lia Lombardi, sociologa dell’Università degli Studi di Milano, fa anche un bilancio sulla situazione italiana sulle pari opportunità sia dal punto di vista legislativo sia dal punto di vista culturale.

Il movimento Non una di meno arriva alla Casa di accoglienza delle donne maltrattate di Milano

Dopo l’incontro di martedì 20 febbraio all’Università Statale di Milano, il movimento “Non una di meno” fa ancora a tappa a Milano.  Stasera Mercoledì 22 febbraio, infatti, si terrà una assemblea pubblica presso la Casa di accoglienza delle donne maltrattate in via Piacenza, 14 (zona Porta Romana). Si inizia alle ore 20.
L’incontro sarà un’ulteriore tappa di avvicinamento allo sciopero dell’8 marzo in occasione della Festa della donna. Il movimento femminista, dopo la due giorni di Bologna del 4-5 febbraio dove hanno partecipato oltre 2 mila donne, sta crescendo settimana dopo settimana coinvolgendo tutti settori della società dal mondo del lavoro, alla scuola e all’università passando per l’associazionismo e i collettivi politici. L’obiettivo è rivendicare i diritti delle donne, respingere la violenza di genere in tutte le sue forme e dire no al sessismo ma anche al razzismo.
Nei prossimi giorni sul nostro blog cominceremo a illustrare anche le manifestazioni e le attività culturali  che verranno promosse a Cernusco sul Naviglio e nel territorio in occasione dell’8 marzo.

Non una di meno: il movimento femminista il 21 febbraio arriva alla Statale di Milano

Non una di meno” sbarca a Milano. L’appuntamento è per martedì 21 febbraio dalle ore di 17 all’Università statale di Milano in via Festa del Perdono 7.
Durante l’incontro si tratteranno tutti i temi cari  al movimento femminista che in poco tempo si sta diffondendo in tutta Italia: dai diritti delle donne alle violenza del genere, dal sessismo al razzismo senza dimenticare la condizione femminile del mondo del lavoro e la questione migrazioni.
All’incontro ci saranno anche molte donne tra le oltre 2000 che nel weekend del 4-5 febbraio hanno partecipato alle mobilitazioni di Bologna per organizzare lo sciopero dell’8 marzo.
 

8 marzo, lo sciopero si avvicina: in piazza anche le donne precarie del mondo universitario

L’8 marzo si avvicina e si avvicinano anche le manifestazioni per rivendicare i diritti delle donne. Una mobilitazione che sta interessando molti settori della società. Perché le donne sono ancora discriminate in ogni contesto in cui si trovano: dai rapporti interpersonali alla famiglia, dalla scuola al mondo del lavoro. E anche l’università non fa eccezione.
Nel mondo accademico, infatti, sono poche le donne che raggiungono posizioni di vertice nonostante i loro risultati formativi siano nettamente migliori rispetto a quelli degli uomini in tutte le discipline. Tra i professori ordinari solo il 20% sono donne, mentre le rettrici sono solo 6 su 81 (fonte ricercatorinonstrutturati.it). Inoltre sono molte le donne costrette a lavorare con contratti precari e che per questo non possono godere dei diritti basilari per la maternità quando decidono di avere un figlio.
Allo sciopero dell’8 marzo promosso dal movimento “nonunadimeno“, quindi, aderiranno anche le donne del mondo dell’università; per protestare contro la violenza di genere, ma anche per denunciare le discriminazioni contro tutte le donne che lavorano nel mondo accademico. Lo hanno annunciato sul loro portale le donne del portale ricercatorinonstrutturati.it, una organizzazione spontanea di assegnisti, borsisti di ricerca e dottorandi nata per discutere della condizione dei ricercatori in Italia.

Torna il One Billion Rising, un flash mob contro la violenza sulle donne. Appuntamento il 14 febbraio a Cernusco e in altre migliaia di città nel mondo

207 nazioni di tutto il mondo unite contro la violenza sulle donne. Oltre cento città in Italia tra cui anche Cernusco sul Naviglio. Si tratta del “One Billion rising“, un flash mob a passo di danza per chiedere alle istituzioni un impegno sempre maggiore nel prevenire e contrastare la violenza di genere.
L’appuntamento a Cernusco è il 14 febbraio alle 18 in piazza Gavazzi, organizzato dal gruppo UDI e dall’associazione Clio. Saranno presenti decine di donne, ragazze e bambine di tutto il territorio. Per chi invece, per questioni lavorative o di studio, in quell’orario si trovasse a Milano e vuole dare il suo contributo alla manifestazione può trovarsi alle 19 in piazza della Scala per la versione meneghina del “One Billion Rising”.
I passi di danza sono semplici ma è comunque meglio ripassarli prima. Per questo indichiamo uno dei tanti link dove vengono illustrati i movimenti che verranno fatti da milioni di donne in tutto il mondo nello stesso giorno: https://www.youtube.com/watch?v=7PBvtOGrYMo&feature=youtu.be
 

Non una di meno: da nord a sud migliaia di donne italiane chiedono diritti e respingono sessismo e razzismo

L’Otto marzo è ancora lontano ma in tutta Italia le mobilitazioni per la festa della donna sono già cominciate. Con un’obiettivo preciso: contrastare la violenza di genere in tutte le sue forme, rivendicare diritti e combattere il sessismo, il razzismo e l’omofobia.
Di questo e di altri argomenti si è parlato e discusso il 4-5 febbraio a Bologna all’interno dell’iniziativa “Non una di meno“. 2000 donne di tutta Italia si sono ritrovate nel capoluogo emiliano per organizzare lo sciopero generale in programma in tutte le città d’Italia in occasione dell’Otto marzo. I temi trattati sono stati tanti e tutti legati all’attualità: oltre a quelli già citati ci sono stati dei focus sul welfare, sul lavoro, sull’obiezione di coscienza ma anche sui diritti delle donne migranti.
Le due giornate di mobilitazioni sono state riassunte in otto punti chiave su cui costruire lo sciopero dell’Otto marzo.

  • La risposta alla violenza è l’autonomia delle donne
  • Senza effettività dei diritti non c’è giustizia né libertà per le donne
  • Sui nostri corpi, sulla nostra salute e sul nostro piacere decidiamo noi
  • Se le nostre vite non valgono, scioperiamo!
  • Vogliamo essere libere di muoverci e di restare. Contro ogni frontiera: permesso, asilo, diritti, cittadinanza e ius soli
  • Vogliamo distruggere la cultura della violenza attraverso la formazione
  • Vogliamo fare spazio ai femminismi
  • Rifiutiamo i linguaggi sessisti e misogini

Per saperne di più sui prossimi appuntamenti cliccate su:  https://nonunadimeno.wordpress.com/

2° incontro del ciclo il mondo della Bibbia: appuntamento sabato 11 febbraio alla biblioteca di Cernusco

Sabato 11 febbraio a Cernusco sul Naviglio si terrà l’incontro “Maria Maddalena nell’arte e nell’immagine“, evento che rientro nel ciclo di conferenza “Il mondo della Bibbia”. L’appuntamento è alla biblioteca civica di Cernusco  alle ore 16.
La relatrice dell’incontro Laura Novati, saggista, traduttrice, consulente editoriale. Ha iniziato l’attività editoriale collaborando all’Enciclopedia Europea Garzanti; ha poi diretto l’area umanistica dell’aggiornamento della stessa enciclopedia. È stata consulente per la saggistica straniera per la Rizzoli libri nei primi anni ’90.
Più di recente ha curato la revisione dell’area germanistica del Dizionario Bompiani degli autori e delle opere. Dal 2000 al 2006 è stata editor della Libri Scheiwiller, dopo la morte dell’editore Vanni Scheiwiller nell’ottobre 1999.
Il prossimo incontro del ciclo sarà poi sabato 25 marzo 2017, sempre alle ore 16 alla biblioteca di Cernusco.

Femminicidio, carcere a vita per chi ammazza il coniuge. La proposta arriva in parlamento

Ergastolo per chi uccide la moglie, l’ex moglie ma anche il convivente o il componente dell’unione civile. E’ questa la proposta di modifica del codice penale che il prossimo 27 febbraio verrà discussa alla Camera. Fino ad oggi, infatti, l’aggravante che porta all’ergastolo è prevista solo se a commettere l’omicidio è stato il figlio o un genitore della vittima.
Secondo la Commissione giustizia della Camera la modifica del codice penale non può più essere rimandata. Anche perché in Italia i femminicidi sono ormai un fatto di cronaca: Secondo la Banca dati Eures, nel 2016 sono state uccise 120 donne, due ogni settimana.
Ma l’attività legislativa del Parlamento sul tema non si ferma qui. Tra le norme che verranno discusse in aula ci saranno anche quelle per tutelare i bambini e gli adolescenti delle famiglie in cui è avvenuto un femminicidio.
La proposta di legge per gli oltre 1600 ragazzi in questa condizione prevede il patrocinio legale gratuito e la creazione di un fondo per borse di studio e assistenza psicologica. Inoltre il genitore responsabile dell’omicidio verrà escluso dall’asse ereditario e  potrà essere disposto il sequestro conservativo de beni.

La Regione Lombardia approva la legge per contrastare il cyberbullismo

Oltre al violenza di genere, un altro fenomeno in ascesa degli ultimi anni è il cyberbullismo: l’uso delle nuove tecnologie per minacciare, intimorire e molestare altre persone, molto diffuso tra gli adolescenti. Per contrastare il fenomeno, lo scorso 24 gennaio, la Regione Lombardia ha approvato la legge 142.
Adesso, la Giunta regionale dovrà pubblicare dei bandi per il sostegno alle iniziative proposte in tutta la regione per le quali sono stati stanziati 300mila euro. Legge, i cui relatori sono stati Fabio Pizzul (Pd) e Jari Colla (Lega Nord), è stata votata da tutte le forze politiche ad esclusione del Movimento 5 stelle che non hanno partecipato al voto. Si è, invece, astenuta Maria Teresa Baldini (Misto-Fuxia People).