La Regione Lombardia limita la libertà dei Centri antiviolenza? Se sei vuoi far sentire la tua voce firma la petizione su Change.org

Dopo la manifestazione del 12 settembre per protestare contro le politiche della Regione Lombardia sui centri antiviolenza le mobilitazioni continuano in rete. Su Change.org infatti è possibile firmare la raccolta di firme online lanciata dalla Rete lombarda dei Centri antiviolenza: le adesioni sono già oltre 5mila.
L’obiettivo è denunciare le politiche della Regione che, secondo molte realtà lombarde, limitano l’autonomia dei centri antiviolenza. In particolare viene contestato l’obbligo per le operatrici dei centri a registrare il codice fiscale delle donne che chiedono aiuto e a segnalare i casi di abuso indipendentemente dalla volontà delle vittime
Per firmare la petizione basta cliccare a questo link: https://www.change.org/p/la-rete-lombarda-dei-centri-antiviolenza-contro-le-politiche-di-regione-lombardia

I centri antiviolenza in piazza contro la Regione Lombardia: Vogliono farci schedare le donne che chiedono aiuto

“Invitiamo tutti le cittadine e tutti i cittadini a manifestare il dissenso contro le politiche di Regione Lombardia che minano la libertà di azione dei centri antiviolenza e con questa quella delle donne“. Con questo appello la Rete Lombarda dei Centri Antiviolenza ha voluto contestare la Regione Lombardia. La manifestazione si è svolta martedì 12 settembre sotto la sede della Regione è stata promossa anche la “Casa delle donne maltrattate” con l’appoggio della rete “Non una di meno“.
L’accusa è di voler obbligare i centri a segnalare i casi di violenza indipendentemente dalla volontà delle vittime. “I centri antiviolenza offrono accoglienza, ascolto, auto-aiuto. – denunciano – Non possono essere confusi con luoghi di erogazione di prestazioni o servizi, né le loro pratiche possono essere forzate da automatismi che ne snaturerebbero la funzione e ne ridurrebbero l’efficacia”. Contestata inoltre l’imposizione ai centri della compilazione di una scheda con nome, cognome e codice fiscale per ogni donna che chiede aiuto. 
Tra i motivi della protesta anche i fondi sempre più risicati per i centri: “La violenza contro le donne non accenna a diminuire – spiegano dalla piazza – mentre l’autonomia d’azione ed economica dei centri antiviolenza viene sempre più limitata dalle scelte politiche che Regione Lombardia vuole imporre”.

Per dire no alla violenza di genere scendono in campo le donne di Roma: a San Lorenzo il torneo di calcio contro il femminicidio

Un’iniziativa lontana centinaia di chilometri da Cernusco sul Naviglio, ma non per questo meno significativa; perché quando si parla di lotta alla violenza di genere non esiste nord, sud, città o periferia.
Il 18 luglio scorso al quartiere San Lorenzo di Roma si è svolto il 1° torneo di calcio a 5 contro il femminicidio e l’omofobia. Un torneo, organizzato grazie alla generosità di tante realtà sportive ma anche politiche come l’Anpi, che è riuscita a coinvolgere 80 atlete più centinaia di spettatori. “L’unico possesso che ci piace è quello di palla”, questo lo slogan per spiegare il senso dell’iniziativa.  
“Abbiamo deciso di organizzare questo torneo perché viviamo in una società dove purtroppo le differenze di genere sono sempre più rimarcate – spiega Nora Inwinkl una delle organizzatrici – Ogni giorno c’è da fare un lavoro nel riconoscimento delle parità dei diritti e delle opportunità. Io sono donna e sono fiera di esserla e non voglio essere uguale a un uomo ma vogliamo le stesse libertà e gli stessi diritti”.
Una manifestazione sportiva locale che tuttavia fa bene alle donne (e agli uomini) di tutta Italia. Questo il video dell’iniziativa.

Sei intrappolata in una relazione violenta? Il primo passo per combatterla è riconoscerla. Ecco come fare

Ammettere a sé stessa che nella relazione con il proprio partner si è innescata una componente violenta non è facile. E non è facile riconoscerla. Quando la relazione è disturbata da un po’ di gelosia e quando, invece, inizia la violenza? Nel seguente articolo cercheremo di fornire tutti quegli elementi che devono far accendere un campanello d’allarme. Perché, purtroppo, nella nostra società, la violenza domestica può colpire tutte le donne indipendentemente dalla propria condizione sociale ed economica e il proprio livello d’istruzione.
In primo luogo bisogna chiedersi come ci si relaziona con il proprio partner e come si vive il proprio rapporto di coppia. In particolare è importante rispondere a queste domande.
Hai paura del tuo compagno/marito/partner il più delle volte?
Eviti di fare o dire alcune cose perché hai paura che farebbero arrabbiare il tuo compagno?
Senti di non fare niente che soddisfi il tuo compagno o i suoi familiari?
Ti sembra di essere l’unica ad esser colpevole ogni volta?
Ti senti indifesa o emotivamente paralizzata?
Piangi di più sia di giorno che di notte?
Un altro passo molto importante è analizzare i comportamenti che il tuo partner assume nei tuoi confronti. Per questo bisogna rispondere alle seguenti domande.
Ti umilia urlandoti contro?
Sminuisce i tuoi traguardi (studio, lavoro, ecc.)?
Ti incolpa di renderlo violento nei tuoi confronti? Ad esempio dicendoti: “tu mi provochi”
Ti tratta come una sua proprietà o un oggetto sessuale?
E’ eccessivamente geloso o possessivo anche se stai parlando con un parente o un amico di sesso maschile?
Controlla dove sei e cosa fai?
Ti impedisce di vedere amici o familiari?
Ti obbliga a cancellare degli amici dal tuo profilo Facebook e leggi tuoi messaggi sul cellulare?
Ti forza ad avere rapporti sessuali invece di chiederti se hai voglia di avere un rapporto?
Se anche solo ad alcune di queste domande hai risposto in maniera affermativa hai bisogno di aiuto. Le donne che abitano a Cernusco sul Naviglio possono rivolgersi allo Sportello Donna del Comune che offre gratuitamente sia l’assistenza psicologica che legale. L’apertura al pubblico è il martedì dalle 16.30 alle 18.30.
 

Il ciclo della violenza domestica: dalle minacce alle umiliazioni del partner fino agli abusi fisici e sessuali

Pubblichiamo la seconda puntata dell’approfondimento dedicato alla violenza di genere, dedicato in particolare alla violenza domestica. In questo articolo verranno descritte le varie fasi di questo fenomeno.
In primo luogo cerchiamo di capire cosa s’intende per  violenza domestica. Questo termine comprende ogni tipo di violenza fisica, psichica, economica e sessuale all’interno di una relazione affettiva o di una relazione di tale tipo passata. La violenza domestica viene agita prevalentemente dagli uomini contro le donne.
Il termine violenza può essere fuorviante. Rientrano, infatti, in questo concetto non solo gli abusi fisici e sessuali, ma anche anche  quelli verbali, emotivi, psicologici e finanziari. In qualunque modo si esprimano tutti questi comportamenti sono finalizzati all’affermazione del potere e del controllo sull’altra persona.
Gli atti che l’uomo compie ai danni della compagna (o ex) si articolano in più fasi. La prima è quella dell’intimidazione. L’obiettivo è fare vivere il proprio partner in uno stato di paura costante. Le intimidazioni vengono portate avanti tramite minacce spesso legate a una possibile fine della relazione. Per questo motivo molte persone sottovalutano la situazione scambiandola per una semplice manifestazione di gelosia.
A questo primo stadio segue un periodo d’isolamento in cui la vittima tende ad allontanarsi da tutti i suoi affetti compresi gli amici e la famiglia. E’ in questa fase che comincia a crescere la tensione all’interno della coppia che sfocia in una vera violenza psicologica in cui il partner cerca di sminuire e umiliare l’altro e di ridurre al minimo le relazioni con il mondo esterno.
Solo dopo queste prime due fasi comparirà la violenza fisica e sessuale. All’interno di questa fase, in certi momenti alla vittima sembra di aver recuperato una normalità apparente grazie a improvvisi pentimenti del partner che in realtà sono solo apparenti riappacificazioni. Ma dopo poco tempo la situazione torna a precipitare nuovamente. 
Come già ricordato in un precedente articolo, in Italia il 31,5 % delle donne della fascia 16-70 anni, corrispondenti a oltre 6 milioni, hanno subito una forma di violenza fisica o sessuale durante la loro vita. Nella prossima puntata verranno forniti gli elementi per riconoscere una relazione violenta e cosa si può fare per uscirne.
 

La violenza di genere? Un fenomeno che ha colpito almeno una volta nella vita oltre sei milioni di donne. Ecco come combatterla

I femminicidi sono sempre sulle prime pagine dei giornali. E’ giusto così perché è sempre importante denunciare e non abbassare la guardia su un fenomeno da sempre radicato nella nostra società. Tuttavia i femminicidi sono solo un parte di un fenomeno più grande e più complesso, la violenza di genere
Una recente ricerca dell’Istat aiuta a inquadrare il fenomeno sia dal punto di vista quantitativo che dal punto di vista qualitativo. Il 31,5 % delle donne della fascia 16-70 anni, corrispondenti a oltre 6 milioni, hanno subito una forma di violenza fisica o sessuale durante la loro vita.
Spesso si pensa che le vittime appartengano alla fasce di popolazione in difficoltà economica o meno istruite. In realtà i dati Istat descrivono una situazione molto diversa. Il 42% delle donne che hanno subito violenza sono laureate e il 40,3% sono dirigenti o libere professioniste.
La maggior parte di questi episodi avvengono all’interno delle mura domestiche e lì rimangono perché non vengono mai denunciate. Per questo Cernuscodonna.it nelle prossime settimane pubblicherà una serie di articoli interamente dedicati a questo fenomeno per aiutare a prevenire, a riconoscere e a denunciare qualsiasi forma di violenza consumata in casa.
 

Elezioni comunali a Cernusco sul Naviglio. Cosa ne pensano candidati/e delle tematiche legate alle donne? Un incontro pubblico per saperne di più

Le donne protagoniste nella società, le donne protagoniste in politica. Non è un slogan ma è una realtà, almeno per quanto riguarda Cernusco sul Naviglio. Per la prima nella storia della città alle prossime elezioni comunali dell’11 giugno ci sarà una nutrita componente femminile.
Tante le candidate al consiglio comunale così come sono diverse le aspiranti prime cittadine donne: La Lega, Fratelli d’Italia e Alternativa Popolare, candidano Paola Malcangio, Forza Italia Ivana Raguzzi mentre il Movimento 5 Stelle presentano Lorella Villa.
Le tante candidature femminili sono un segno di reale cambiamento? Per capirlo il Gruppo UDI ‘Donnedioggi‘- Cernusco e Martesana ha organizzato un incontro pubblico con tutti i candidati/e Sindaco di Cernusco.
Verra poste loro una serie di domande su che cosa pensano delle donne, delle tematiche che le riguardano e come pensano di affrontarle nel loro programma specifico. L’iniziativa si terrà l’11 maggio alle ore 21 alla sala Camerani della Biblioteca di Cernusco in via Cavour, 51.

Il 70% delle vittime di cyberbullismo sono ragazze. Un fenomeno in crescita con gravi di conseguenze: dalla depressione fino al suicidio

Non c’è settimana in cui sfogliando un quotidiano o guardando un telegiornale non si venga a conoscenza di un caso di femminicidio. L’ultimo in ordine di tempo è avvenuto venerdì 7 aprile a Pietra Ligure (Savona) dove una ragazza di 19 anni è stata uccisa a coltellate dal ragazzo poco più che ventenne.
Ma in questi anni parallelamente alla violenza fisica sulle donne si è diffuso un altro tipo di violenza quella online. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il cyberbullismo colpisce 8,5% dei giovani tra i 14 e i 18 anni e di questi il 70% sono ragazze. 
L’aspetto più pericoloso del fenomeno riguarda le conseguenze sulla vita delle vittime. La violenza parte online, in particolare sui social network, ma ha gravi ripercussioni sulla vita reale dei giovani. Secondo la stessa ricerca, infatti, il 10% delle vittime di cyberbullismo ha tentato il suicidio,  il 50% ha praticato autolesionismo e l’80% si è dichiarata depressa o triste .
“Quella che subiscono le ragazze oggi è una violenza che sta cambiando forma, sempre più subdola, sempre più mirata a ledere la privacy e colpire nell’intimità” – sostiene la dott.ssa Maura Manca, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza – “scatti rubati, momenti intimi che diventano pubblici, la propria vita messa in vetrina e alla gogna mediatica. Critiche, giudizi, una diffusione che non si riesce a fermare. Lo schermo deresponsabilizza e disinibisce, bisogna lavorare sul far capire agli adolescenti che anche se si tratta di un’immagine o di un video, dietro c’è una persona fisica con emozioni e sentimenti e soprattutto far comprendere a chi condivide e alimenta la diffusione in rete, che è colpevole quanto chi pubblica”.

Femminicidi: altri 3 casi in due giorni. Il problema è culturale ma intanto la politica italiana si muove

Non si può più chiamarla emergenza. Il femminicidio un tratto culturale radicato nella società italiana difficile da estirpare. A rafforzare questa tesi basta dare uno sguardo alle notizie di cronaca nera delle ultime ore. 
Il 28 marzo in Piemonte in poche ore due donne sono state vittime di violenza.. Nel primo caso a Borgo Vercelli un uomo ha speronato l’auto dell’ex moglie e poi le ha inferto 21 coltellate. Nella notte tra il 28 e il 29 marzo la donna è stata operata all’intestino a causa delle profonde ferite ed è ancora in prognosi riservata
E’ andata peggio a una donna di Pinerolo (Pinerolo) che, sempre il 28 marzo, è stata accoltellata a morte dal marito disoccupato che l’accusava di spendere troppi soldi. Dopo l’aggressione è stato lo stesso uomo a chiamare i carabinieri e a confessare. 
Mercoledì 29 marzo è stato un altro giorno tragico. A Felegara (Parma) un uomo ha ucciso la moglie, anche in questo caso a coltellate, e poi si è tolto la vita. A dare l’allarme dell’omicidio-suicidio è stata la figlia che era andata a casa a trovare i genitori.
Sarebbe però falso affermare che nessuno fa niente per contrastare il fenomeno. Oltre le molte iniziative su tutto il territorio (a partire da Cernusco sul Naviglio) la politica sta cercando di colmare i vuoti legislativi e aggiornare le norme. La Camera ha infatti già approvato una legge che inasprisce le pene per gli autori dei femminicidi e prevedono maggiori tutele per gli orfani. Ora si aspetta il sì del Senato.

Femminicidio, sterepotipi e i rischi sui social. Se ne parla il 13-14 ottobre a Rimini al convegno Affrontare la violenza sulle donne

Dal femminicidio, alla violenza sui social network. L’appuntamento è ancora lontano, ma sarà un evento così ricco di spunti e di riflessioni che è necessario iniziare a parlarne. Il 13-14 ottobre 2017 al Palacongresso di Rimini si terrà il convegno internazionale “Affrontare la violenza sulle donne“.
E’ un’occasione per affrontare e approfondire tutti i temi legati alla violenza di genere. Nella due giorni romagnola ci saranno 2 assemblee plenarie e 20 workshop in cui verranno trattati tantissimi argomenti. Ecco i temi principali:
Femminicidio
Educazione alle differenze di genere
Lavoro con uomini maltrattanti
Linguaggio dei media
Violenza e social network
Stereotipi nella vita di tutti i giorni
Percorsi di uscita dalla violenza
Valutazione del rischio
Violenza assistita
Violenza nelle giovani coppie
Vittime della tratta
Separazioni conflittuali
Metodo Scotland
Genere e identità
Il ruolo dei Centri antiviolenza
Linee guida internazionali
Strumenti normativi di contrasto
Culture diverse e violenza
Affido dei figli in casi di violenza
Sostegno economico alle vittime
Il convegno sarà un′occasione per condividere esperienze, visioni e saperi diversi conoscere iniziative e realtà sia italiane che straniere,  incontrare professionisti del settore.e far acquisire strumenti per interventi efficaci. Ci si può iscrivere già adesso ma l’evento è a numero chiuso per cui ci si può prenotare fino a esaurimento posti. Ulteriori informazioni a questo link: http://bit.ly/2nsKoIp.