Spettacolo a Cassina de Pecchi La casa di Bernarda Alba

Spettacolo a Cassina de Pecchi La casa di Bernarda Alba

Nell’Andalusia degli anni ’30, la tirannica Bernarda Alba, in seguito alla morte del marito, impone un lutto rigoroso di otto anni alle sue cinque figlie (Angustias, Maddalena, Amelia, Martirio, Adele) e alla madre, impedendo loro di uscire di casa e di intrattenere rapporti con il sesso opposto. Alla figlia maggiore, Angustias, che ha ereditato una parte consistente del patrimonio paterno, è concesso sposarsi con “Pepe il romano”, il giovane più ambito del paese il quale è segretamente innamorato dell’ ultimogenita Adele con la quale nasce una tragica passione portata alla luce da una delle sorelle maggiori…

18 aprile 2012, ore 21.00 – Piccolo Teatro della Martesana, Cassina de’ Pecchi (MI)

LA CASA DI BERNARDA ALBA

di Federico Garcia Lorca

regia di Irina Galli

con Francesco Basile, Alice Bombi, Francesca Bonelli, Montserrat Camps Llorens, Astrid Casali, Olivia Gelisio, Chiara Rodoni, Imelda Sperotto

Gabriele Colombo, Francesco D’Amelio, Danilo De Giorgio, Alessandro Lo Cascio, Antonio Zuccaro 

Giovedì 19 aprile 2012 – ore 21.00
Ingresso: Intero € 8,00 – Ridotto € 5,00

Piccolo Teatro della Martesana Via Trieste 3G/2, 20060 Cassina de’ Pecchi – Milano. Tel. 02 5811 4535 – Fax 02 3657 0630

La figura di Bernarda, affidata a Francesca Bonelli che lavora con grande passione e umiltà in questo contesto di studio, in un personaggio così facilmente traducibile nella mamma/matrigna dura e senza cuore.

L’indagine di un’Andalusia degli anni trenta che ci risuona davvero solo negli echi del nostro profondo sud anche attuale e in culture che, con tutta la nostra apertura mentale, ci creano un conflitto atavico nella relazione col femminile?

Noi, dominati solo da veline e dal corpo femminile che si vende ai politici, come merce e fonte di ricchezza materiale?

Noi, artisti liberi dal timore di Dio?

Noi, le cui madri ci hanno insegnato la forza dell’intelligenza e del libero arbitrio, della libertà di essere ciò che vogliamo, scopriamo il bisogno di indagare la costrizione, l’annullamento della libertà, il controllo delle passioni, il tragico tentativo di dominio del destino autentico?

La tragedia di un singolo, piccolo luogo di mondo, la casa di Bernarda, che ci lascia in lacrime a vivere domande che abbiamo il semplice e profondo bisogno di riaprire.

Quanto le attrici, vinte le resistenze interiori, avranno la forza – oltre al desiderio – di vivere questa condizione? Quanto gli spettatori riusciranno ad essere vinti alla funzione di esseri umani nudi di fronte alla condizione umana

 

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