Sperimentare, creare, crescere. Bau Atelier fa vivere l'arte a Cernusco

Sperimentare, creare, crescere. Bau Atelier fa vivere l'arte a Cernusco

Effetto donna è un percorso artistico in 8 incontri per lo sviluppo della creatività declinata al femminile. La proposta è dell’associazione Bau Atelier, che nasce nel 2009 dalla passione di due amiche per l’arte, esperte in arte terapia e decise ad aprire un atelier artistico per bambini e ragazzi di Cernusco. Da allora Bau Atelier fa vivere l’arte a Cernusco attraverso laboratori creativi, conferenze, visite guidate. Una fervente e gioiosa attività, documentata sulla pagina facebook.
Chantal Martinelli è una delle promotrici dell’associazione. Qui racconta a lettrici e lettori di cernuscodonna.it come è nata Bau Atelier e quali sono le sue caratteristiche. Cominciamo da Effetto donna, il percorso artistico al femminile che parte l’8 ottobre 2013.

Come per tutti i progetti di Bau Atelier, anche questo è nato dalle istanze di qualcuna di noi. All’inizio abbiamo avuto qualche dubbio nel rivolgerlo solo alle donne, ma chi partecipa alle attività e le socie sono in maggioranza donne. Anche solo porsi la domanda è stato molto stimolante. Sarà interessante vedere quali sono le differenti idee di creatività femminile. Non so se esistano qualità specificamente femminili nell’arte, ma ci interessa far emergere una creatività sopita e tenuta sempre sotto traccia. Vorremmo che nascesse un gruppo di esperienza artistica, per riflettere più in profondità.

Dunque le frequentatrici di Bau Atelier sono in maggioranza donne?

Siamo clamorosamente a maggioranza femminile. Le padrone di casa sono donne. Non c’è chiusura verso gli uomini, ma è una realtà. Noto che non è soltanto una caratteristica nostra…

Molti dei vostri laboratori artistici sono rivolti a bambini e bambine. Chi li accompagna, di solito?

Di solito le madri. I padri che frequentano le nostre iniziative sono rare eccezioni. Molto isolati e poco visibili, vorremmo valorizzarli di più ma non vorremmo farne delle caricature. Notiamo che i figli sono di competenza delle donne e i ruoli sono ben saldi. Forse anche da questo è scaturita la domanda di un percorso artistico rivolto specificamente alle donne.

Dicevi che Bau Atelier nasce appunto come proposta per i bambini.

L’idea di base è fare percorsi artistici rivolti ai bambini con attenzione agli aspetti psicologici sottostanti al percorso creativo. E’ un processo completo che non riguarda solo l’apprendimento di tecniche, ma anche lo sviluppo del pensiero creativo e la conoscenza dei materiali. L’idea di fondo è: sperimentiamo! Facciamo la prova. Davvero è una cosa diversa da quella che si fa a scuola. Poi comunque le tecniche sono apprese, ma solo quando il bambino ha bisogno di quel determinato materiale per il suo personale processo creativo.

Con i Cuccioli di Bau avete aperto uno spazio anche per i bambini sotto ai tre anni. Come funziona?

Proponiamo delle storie divertenti e attività sensoriali. I genitori condividono il percorso con i figli. E’ un modo diverso per stare insieme, una dimensione insolita ma allo stesso tempo molto familiare e riconoscibile. Divertente anche per noi che lo facciamo!

Materialmente, come avete potuto muovere i primi passi? Avere una sede non è tanto facile

Abbiamo potuto partire perché l’amministrazione comunale ha accolto un nostro progetto e ci ha dato una sede. Il progetto includeva bambini con disabilità e la collaborazione con i servizi sociali. Nel tempo le attività si sono moltiplicate, la sede non bastava più e così abbiamo affittato un locale. Il gruppo originario si è ampliato molto, ora sono presenti 4 arteterapeuti in associazione, si sono avvicinati a noi degli artisti e tante mamme volontarie. Un’iniziativa parte da una persona che ha una passione e vuole proporla, condividerla. Tutti quelli che arrivano portano cose nuove!

E’ successo così anche con lo Knit Point? Che sarebbe… un laboratorio di maglia?

Allo Knit Point facciamo lavoro a maglia ma con un obiettivo ambizioso che si ispira ad un movimento internazionale. Come nell’arte ci sono artisti importanti che usano tessitura e maglia, tecniche antiche di specifica competenza femminile, così vorremmo che le stesse tecniche fossero usate a fini creativi proprio da chi le ha sempre vissute come attività di poco valore. Anche se l’obiettivo non è immediatamente percepito come tale da tutte le partecipanti.

Torniamo ai bambini. Quanto è diffusa la sensibilità che con le arti si possa sostenere il processo di crescita del proprio figlio o figlia?

E’ abbastanza diffusa, ma ancora è la sensibilità di una minoranza. Vorremmo far sapere ai pediatri che esiste questo spazio e quanto è importante.

Molti corsi sono a pagamento, anche se con tariffe popolari.

L’aspetto del pagamento è importante, perché impedisce alle persone dubbiose di avvicinarsi. Ma abbiamo proposto cose gratuite e non è stato del tutto positivo, perché è una cosa che non è stata scelta ma si fa perché è gratis e questo crea equivoci.
Va detto anche che le entrate che derivano dalle iscrizioni ai laboratori vanno a coprire i costi dell’affitto della nuova sede e che chi conduce i corsi difficilmente ci guadagna qualcosa.

Oltre ai laboratori per bambini e adulti, proponete anche conferenze e visite guidate.

Per le visite guidate alle mostre collaboriamo con le guide museali di “Incursioni d’arte”. Inoltre abbiamo avviato un ciclo di conferenze, promosso dall’Assessorato alla cultura del Comune di Cernusco.

 
E.C.
 
 
 
 
 
 

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