Approvata in Francia la legge sulla parità reale tra uomo e donna

Approvata in Francia la legge sulla parità reale tra uomo e donna

Ill 23 luglio è stata approvata a grande maggioranza dal senato francese la legge sull’uguaglianza reale tra uomo e donna.
L’ argomento chiave di questa legge quadro, il cui progetto completa i testi adottati in questi ultimi decenni in materia di eguaglianza professionale e di violenza sulle donne, ha come principale novità la riforma del congedo parentale, al fine di stabilire pari responsabilità tra padre e madre rispetto alla prole.

Se non c’è uguaglianza sulla responsabilità dei genitori, non può esserci uguaglianza nelle professioni e quindi nel mondo del lavoro per le donne

ha affermato la ministra e portavoce del governo per i diritti delle donne Najat Vallaud-Belkacem.

Il congedo parentale ha come novità principale la durata del distacco lavorativo in occasione della nascita del primo figlio che viene portato a un anno, mentre per il secondo figlio il congedo viene ampliato a tre anni, a condizione che almeno sei mesi siano goduti dal padre.

Altri aspetti della legge riguardano:

il divieto ai concorsi di bellezza per le minori di anni 16
le maggiori tutele per le donne che vogliono abortire: con la nuova legge l’aborto è diventato un diritto a prescindere dalle motivazioni. Fino ad oggi una donna per abortire doveva dichiarare di essere povera, sola, oppure di essere in “situation de détresse”, cioè in condizione di disagio e disperazione
l’aumento delle pene quando non vengono pagati gli assegni di mantenimento
la garanzia sugli alimenti da parte dello Stato quando il genitore separato non provveda e con l’obbligo di restituire la somma anticipata
le violenze coniugali; il giudice potrà espellere il coniuge violento con un provvedimento immediato senza attendere la condanna penale
il numero telefonico unico nazionale “3919” per rispondere alle chiamate che denunciano violenze coniugali, mutilazioni sessuali o matrimoni forzati
le gare di appalto pubbliche; le aziende che pagano più l’uomo che la donna a parità di mansione non potranno più parteciparvi
l’amministrazione pubblica; le comunicazioni devono essere inviate con il cognome della donna e non con quelle del marito

La novità di questa legge francese consiste nel fatto che influisce in ogni aspetto della vita della donna, introducendo i necessari correttivi alle leggi già esistenti,  implicando quindi l’effettiva applicazione di quest’ultime sostanzialmente poco applicate a causa di molte resistenze, come successo in Italia per la legge 194, molte volte inapplicata a causa di un numero elevato di coloro che si oppongono per obiezione di coscienza.
C’è da auspicare che la Francia, pioniera in questo percorso, possa diventare un modello per ripensare alla normativa vigente anche qui in Italia.

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