Cos’è realmente lo STRESS? Riconosciamo i segnali e prendiamocene cura.

Cos’è realmente lo STRESS? Riconosciamo i segnali e prendiamocene cura.

Il termine stress indica uno stato fisiologico che non può e non deve essere evitato: “La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo e in realtà non possiamo, evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi, e adattando la nostra filosofia dell’esistenza a esso” (Selye, 1974).

Tecnicamente lo stress è descrivibile come una risposta fisiologica generalizzata e non-specifica con cui l’organismo cerca di adattarsi alle pressioni a cui è soggetto.

La risposta stereotipata denominata stress può quindi venire indotta da stimoli diversi. Lo stimolo non deve nemmeno essere necessariamente negativo o dannoso per attivare la risposta di stress, può essere persino intensamente piacevole e desiderato (uno dei principali eventi stressanti individuati dagli studi è, ad esempio, il matrimonio). Inoltre, gli stimoli che generano stress non sono solo eventi eccezionali, ma derivano anche da richieste ambientali comuni percepite come soggettivamente intense dall’individuo.

Esiste quindi anche uno stress “buono”? Si, gli effetti negativi dello stress si verificano, infatti, solo quando si sperimenta una discrepanza tra le richieste dell’ambiente e la capacità individuale di esaudirle. Questo è quello che definiamo distress (dal greco dys “peggiore”), contrapposto a eustress (dal greco eu “bene”) che invece rappresenta una fonte di gratificazione per le persone. Ogni persona possiede un differente bagaglio di esperienze e di risorse da cui poter attingere per affrontare sfide e ostacoli, per questo motivo ognuno di noi risponderà ad una situazione potenzialmente stressante in modo estremamente soggettivo.

Il termine stress indica quindi uno stato fisiologico che non può e non deve essere evitato: “La completa libertà dallo stress è la morte. Contrariamente a quanto si pensa di solito, non dobbiamo e in realtà non possiamo, evitare lo stress, ma possiamo incontrarlo in modo efficace e trarne vantaggio imparando di più sui suoi meccanismi, e adattando la nostra filosofia dell’esistenza a esso” (Selye, 1974).

 

I sintomi dello stress

Ci capita spesso di dire che siamo ‘stressati’ ma non tutti i segnali sono facili da individuare. Pur essendo impossibile fare un elenco esaustivo di tutti i sintomi, possiamo identificare i più frequenti (ricordando che, per una corretta diagnosi, è necessario consultare un professionista della salute mentale, cosicché possa differenziare i sintomi dello stress da altri disturbi di carattere psicologico).

Definiamo quattro categorie di sintomi da stress:
– sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, cattiva digestione, tensione al collo e alle spalle, tensione allo stomaco, tachicardia, sudorazione delle mani, agitazione, problemi di sonno, stanchezza cronica;
– sintomi comportamentali: serrare e/o digrignare i denti (bruxismo), alimentazione compulsiva, atteggiamento ipercritico verso gli altri, comportamenti prepotenti, difficoltà a portare a termine i compiti;
– sintomi emozionali: tensione, rabbia, nervosismo, ansia, pianto frequente, infelicità, senso di impotenza, predisposizione ad agitarsi o sentirsi sconvolti;
– sintomi cognitivi: difficoltà a pensare in maniera chiara, problemi nel prendere le decisioni, distrazione, preoccupazione costante, perdita del senso dell’umorismo, mancanza di creatività.

Ognuno di noi possiede un diverso livello di resistenza allo stress, un “serbatoio di energie” per fronteggiarlo che si esaurisce quando gli eventi sono molto intensi o prolungati nel tempo. Se siamo perfettamente in grado di fronteggiare uno stress acuto, ovvero un episodio di durata limitata, quello che diventa di difficile gestione è lo stress cronico, quando la situazione si mantiene per periodi lunghi o ancora più frequentemente per tutta la vita.

Ci ritroviamo così con le spalle contratte, la mandibola serrata, in perenne stato di allerta e pronti a scattare per un nonnulla, spesso cercando di reprimere ciò che sentiamo, credendo che sia la condizione in cui poter vivere, anzi sopravvivere. Il nostro corpo però non è in grado di fare finta di niente, come la mente vorrebbe, e ci comunica attraverso i sintomi sopra elencati.

Se ti accorgi di vivere in una situazione di stress cronico, che limita la tua vitalità e penalizza la tua vita, non fare finta di niente, ascolta i messaggi del corpo e prenditi cura della tua mente attraverso un percorso psicologico che possa aiutarti ad attivare le giuste risorse per vivere e non più sopravvivere!

 

Articolo a cura di Dott.ssa Noemi Sirtori, psicologa presso Spazio Donna