Emily Dikinson mistero e trasgressione

Emily Dikinson mistero e trasgressione

Un commento di Lucia Brambilla e Beatrice Galbiati su Emily Dikinson, in chiusura del corso di poesia che si tiene durante gli incontri della Libera università delle donne di Cernusco.

Aprile … in biblioteca da alcuni anni si rinnova per noi un atteso appuntamento: l’incontro con la poesia!

Di giovedì mattina, accompagnate da Nicoletta Bonapace, entriamo nel Paese della Poesia, dove le parole si fanno musica e la musicalità diviene parola che illumina, esprime sentimenti, emozioni, immagini di bellezza, tormenti, saggezza.

Nicoletta ci fa incontrare poetesse e con delicatezza, leggerezza e sensibilità dà loro voce … “Il Poeta è Profeta”, muove in noi il pensiero, “il sentimento-pensiero” e ci sentiamo più ricche in un “comune sentire”.

Così scrive Emily Dickinson:

Una parola muore

appena detta,

dice qualcuno.

Io dico che solo

quel giorno

comincia a vivere.

Emily Dickinson, gigante della letteratura, l’abbiamo incontrata; singole parole, immagini lampeggianti costituiscono la sua forza poetica.

La sua produzione poetica è enorme (ha composto 1860 poesie più le lettere) ed ogni poesia è un capolavoro sul quale ci si sofferma a lungo.

E’ una poetessa ed una mistica, dotata di grande capacità di introspezione e conoscenza di sé.

Decide di autorecludersi nella sua stanza sobria, scarna, non si fa vedere da nessuno, nel silenzio, come per una rinuncia esistenziale.

E’ di una fragilità totale, possiede una sensibilità estrema che le impedisce il contatto con gli altri e lo filtra attraverso la scrittura.

Ma Emily è un mistero: un mistero di chi sceglie l’astensione della pratica della vita, ma ne conosce le più intime emozioni, i profondi, infiniti limiti.

E proprio attraverso la poesia si riconosce in Lei una donna tenace e tagliente, ribelle, ironica, colma di contraddizioni e metafore.

Parole poetiche, agili, incisive, trasgressive splendono, illuminano e risuonano nei temi dei suoi scritti: amore, natura, morte, eternità, solitudine, assenza.

Originalissima nella forma e nel linguaggio Emily Dickinson preferì composizioni brevi o brevissime, senza metro preciso, senza rima, spesso senza punteggiatura (caratteristica di una modernità espressiva!).

La sua grandezza è riuscire ad esprimere le più grandi cose con le piccole cose, richiamando gli aspetti della vita quotidiana, piccoli avvenimenti che si dilatano a dimensioni cosmiche.

Lucida, ha uno sguardo disincantato e lo rivolge con candore, luminosità e stupore verso il creato.

Emily trasforma la solitudine in risorsa, in dialogo con l’assenza, in possibilità di conoscere sé stessi, ci dice che il rapporto con il sé è un rapporto di stupore.

Traduce la sua esperienza in poesia, trasforma il vuoto (assenza degli altri) in canto.

Noi abbiamo imparato a riconoscere in Lei una donna vibrante, contraddittoria, ma costante nei sentimenti a cui basta una sfumatura di luce, un battito d’ali, per cogliere tutto.

Vi è una solitudine dello spazio,

una solitudine del mare,

una solitudine della morte, ma queste

saranno una folla

a confronto di quel luogo più profondo

quella polare segretezza,

un’anima ammessa alla propria presenza –

finita infinità.

In un’altra poesia conferma:

C’è un’altra solitudine

molti ne muoiono senza –

non nasce dal bisogno di un amico

o dalle circostanze della sorte

ma dalla natura, a volte, a volte dal pensiero

e chiunque la viva

è più ricco di quanto mai rivelino

i numeri mortali.

In un’altra poesia si legge:

Non sarai mai prigioniera –

finchè ti abita –

la libertà – in persona –

 Lucia Brambilla e Beatrice Galbiati

Image: 'moonlight shadow'
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1 commento finora

cernuscodonna.it | Alda Merini poeta e profeta Scritto il8:07 - 19/06/2013

[…] Brambilla e Beatrice Galbiati, del gruppo della Libera università delle donne di Cernusco, ci hanno già raccontato dell’emozione dell’incontro con la poetessa Emily Dikinson. Qui raccontano di Alda […]