Una storia per riflettere: la crescita dell’aragosta

Una storia per riflettere: la crescita dell’aragosta

Le parole di Abraham J. Twerski, rabbino e psichiatra, ci aiutano a riflettere sulla stretta correlazione tra crescita e disagio, partendo da una semplice ma non banale osservazione: come fa l’aragosta a crescere?

“L’aragosta è un soffice e molle animale che vive dentro un guscio rigido.
Questo guscio rigido non si espande. Come fa allora l’aragosta a crescere?
Bene, quando l’aragosta inizia a crescere, il guscio diventa estremamente limitante e l’aragosta si sente sotto pressione e a disagio.

Così si nasconde sotto una roccia per proteggersi dai pesci predatori, si libera dal guscio e ne produce uno nuovo.
Col tempo e la crescita, anche quel guscio diventerà scomodo. Così torna sotto la roccia, e ripete. L’aragosta ripete questo processo numerose volte. Lo stimolo che permette all’aragosta di crescere nasce da una sensazione di disagio.

Ora, se le aragoste avessero dei medici non crescerebbero mai, perché al primo segnale di disagio l’aragosta andrebbe dal medico e prenderebbe un Valium, o un antidolorifico e si sentirebbe bene.
Non si libererebbe mai dal proprio guscio.
Penso quindi che dobbiamo renderci conto che i momenti difficili sono anche dei segnali per crescere e se usiamo in modo corretto le avversità possiamo crescere grazie ad esse.”

 

Di seguito i link youtube dove poter ascoltare direttamente le parole di Abraham J. Twerski (in inglese e sottotitolato in italiano):

https://www.youtube.com/watch?v=VEXIF2hNmv8  (eng)

https://www.youtube.com/watch?v=hwcwQqlOq-U (ita)

 

Non aver paura di soggiornare nella scomodità.

Non aver paura di lasciare il tuo vecchio guscio!

 

Articolo a cura di Dott.ssa Noemi Sirtori, psicologa presso Spazio Donna