Questa settimana a Spazio a Me! ci siamo immerse in una riflessione collettiva sulle molte forme dell’amore, partendo dalla lettura di Polline, un albo illustrato che parla di cura, libertà e fioritura,
Il libro, con la sua delicatezza, ci ha accompagnate ad interrogarci su cosa significhi davvero amare: quanto del nostro amore nasce come gesto gratuito, quanto invece chiede un ritorno, e quali sono i confini che permettono a una relazione di restare viva e sana.
Amore gratuito e amore reciproco: due bisogni che coesistono
Nelle pagine dell’albo, la protagonista scopre che il fiore cui si dona attenzione non è un oggetto da trattenere, ma una vita da rispettare. Questa immagine ha aperto una riflessione profonda: l’amore può essere gratuito, ma non può essere unilaterale per tutta la vita.
Le donne del gruppo hanno parlato dei tanti modi in cui, nel corso degli anni, ci si abitua a dare: tempo, energie, cura, ascolto, presenza.
Dare è naturale, a volte persino gioioso. Ma quando non esiste restituzione, non per forza identica e non per forza immediata, l’amore perde respiro.
Abbiamo nominato un bisogno che molto spesso resta taciuto: il diritto alla reciprocità.
Non una reciprocità perfetta, ma uno scambio che faccia sentire che anche noi esistiamo, che ciò che offriamo è visto, accolto, riconosciuto.
Quando l’amore diventa squilibrato
Nel gruppo sono emersi racconti di relazioni in cui si è dato troppo, per troppo tempo, senza ricevere cura.
Relazioni logoranti nella mancanza di scambio, relazioni dove si impara a rimpicciolirsi, a rimanere in silenzio, a farsi da parte.
In questo mese dedicato alla prevenzione della violenza di genere, queste parole risuonano con forza: ci sono amori che nutrono e ci sono amori che consumano, ci sono amori che permettono di crescere e ci sono amori che chiedono di rinunciare a sé.
Riconoscere queste differenze è un atto di consapevolezza.
Il libro Polline ci ricorda che l’amore è un terreno che permette la fioritura, non un vaso che costringe le radici. Che ogni relazione ha bisogno di aria, spazio e luce. E che la cura, per essere vera, non può essere un sacrificio perpetuo.
L’amore come sostegno tra donne
Una delle parti più preziose dell’incontro è stato l’esserci accorte del potere e della bellezza che si generano dal sostegno reciproco tra donne.
Nel gruppo ci sono storie, età, origini, vissuti profondamente diversi. Eppure, queste diversità non separano: diventano risorsa, ampliamento, orizzonte.
Il sostegno che nasce nel cerchio non è dare soluzioni o “mettersi al posto di”. È un amore diverso: un amore che osserva con rispetto, che non giudica i percorsi, che riconosce l’unicità di ciascuna, che sostiene i passaggi importanti senza forzarli, che accompagna senza spingere, che celebra ogni piccolo movimento interiore.
È un amore fatto di presenza, non di invadenza. Di ascolto, non di sostituzione. Di fiducia, non di controllo.
Spazi che fanno fiorire
Questa settimana il gruppo si è fatto luogo di pensiero e di sollievo.
Le riflessioni nate dal libro e dalle parole condivise hanno mostrato che l’amore, per essere sano, deve poter respirare: deve essere libero, reciproco, nutriente, capace di sostenere senza possedere.
E come il polline che vola e genera nuova vita, così queste riflessioni, delicate ma potenti, possono diventare semi di cambiamento nelle relazioni, dentro e fuori il gruppo.
Articolo a cura della Dott.ssa Noemi Sirtori, psicoterapeuta presso Spazio Donna
