Pugilato femminile, intervista a Maria Moroni

Pugilato femminile, intervista a Maria Moroni

Maria Moroni è la madrina dell’evento pugilistico promosso dalla palestra Asd The Ring di Cernusco s/N in occasione della Giornata internazionale della donna. A Maria Moroni infatti è intitolato il Trofeo che si disputerà il 9 marzo presso la palestra di Cassina de’ Pecchi. A sfidarsi saranno 7 coppie di giovani promesse pugilistiche, provenienti dal nord Italia. L’incontro, che nel linguaggio del settore si chiama “riunione pugilistica”, è dedicato alla forza e al coraggio femminile. Sono donne anche gli arbitri e la giuria, per la prima volta nella storia del pugilato italiano.

La prima volta di una riunione pugilistica tutta al femminile anche perché l’accesso delle donne alla boxe in Italia è un fatto molto recente. Maria Moroni racconta a cernuscodonna.it come prima del 2001 in Italia “la donna poteva solo fare la donna-cartello e non poteva salire sul ring per disputare un match”. Maria Moroni:

Prima del 2001 le donne non potevano salire sul ring se non per sculettare, una cosa che io aborro e mi fa arrabbiare, anche se fa parte dello sport la donna discinta che gira i cartelli.

La boxe femminile è stata riconosciuta dallo Stato italiano con decreto ministeriale del 4 aprile 2001 grazie al Ministro della sanità Veronesi, su consiglio dell’allora ministra per le pari opportunità Katia Bellillo. Lei è stata la promotrice di questo sport e la lotta è stata proprio sul concetto delle pari opportunità: una donna deve avere la possibilità di praticare ogni sport. Poi sta a lei scegliere se praticarlo o meno, ma non può essere discriminata.

Maria Moroni scopre la boxe nel 1999, quasi per caso. Frequentando una palestra, a Foligno, incontra una ragazza che si allena. Si incuriosice, si unisce a lei. E’ già abituata ad allenarsi perché pratica ad alto livello il pattinaggio artistico in coppia. Danza e pugilato sembrano due mondi lontanissimi, ma forse non è così se in pochissimo tempo Maria comincia a disputare le prime gare e a vincerle. Non in Italia, perché, come sappiamo, salire sul ring per gareggiare è illegale fino al 2001. La Moroni disputa i primi match all’estero, in Croazia e Stati Uniti, perché in Italia non può tesserarsi. Nel 2001 finalmente il decreto di legge apre la via al tesseramento e Maria può disputare il primo match ufficiale in Italia.

L’ingresso delle donne nella Federazione pugilistica italiana provoca qualche mugugno?

Grande mugugno. Il mio motto era vincere e convincere. Che le donne entrassero nella federazione più maschile, forse, in assoluto, era difficile da mandare giù. Oggi la vivono meglio, ma sotto sotto secondo me ancora c’è chi non abbraccia in maniera totale la boxe femminile. Eppure la discesa libera dello sci non è meno pericolosa.
Nella mentalità comune la donna non è fatta per lo sport, non è “nata” per lo sport. Tranne che per la danza. Su quasi tutti gli sport la presenza femminile è recente. Comunque vada, è criticata.

Le Olimpiadi hanno acolto le pugili solo nel 2012. In questa occasione la Moroni è stata commentatrice tecnica per Sky, sia per il pugilato maschile che femminile. E’ stato Giovanni Bruno, direttore degli eventi speciali, a darle l’incarico e merita una menzione perché per l’Italia una donna che commenta gli uomini e che ricopre un ruolo autorevole non è un fatto da dare per scontato.

Maria Moroni è stata anche la prima donna pugile ad essere eletta nel consiglio federale, il massimo grado della Federazione. Il suo mandato si è appena concluso (2009-2012). E’ stata eletta “in quota atleta”, cioè votata dagli atleti (Katia Bellillo è stata la prima eletta in quota societario). Benché nel consiglio federale attualmente in carica non sieda neanche una donna, Luisella Colombi, presidente F.P.I del Comitato Regionale Lombardo che interverrà al Trofeo Moroni, ci informa:

il nuovo presidente, Alberto Brasca, ha già iniziato a dare spazio e visibilità al settore femminile in modo chiaro ed inequivocabile. Da quest’anno sarà dedicato alle donne l’equivalente del torneo Nazionale “Guanto d’Oro” e sarà “Guanto Rosa“.

E’ una buona notizia per la boxe femminile, ma non solo. E’ un passo in più nel contrasto agli stereotipi di genere nel suo complesso.

Chiediamo a Maria Moroni quali siano gli stereotipi associati alla donna che si dedica al pugilato.

Si immagina la donna greve, brutale, quando non è così. Se nasci mascolina è perché madre natura ti ha fatto mascolina, non perché pratichi la boxe. Se sei graziosa rimarrai graziosa anche se pratichi la boxe. Non bisogna cadere nello stereotipo che la boxe faccia male alla donna, che la peggiori nei modi, che le faccia togliere la sua grazia e la sua femminilità.

Certo, a disputare tantissimi match dopo un po’ i lineamenti del viso ne risentono. Si può immaginare. E’, ad esempio, come la discesa libera dello sci. Per disputare quelle discese a quelle velocità una sciatrice ha i quadricipiti quanto me e lei messe insieme. Viene da sé. Con questo non immagino Debora Compagnoni grezza o mascolina.
Bisogna far cadere i tabù e i luoghi comuni. Io non sembro pugile. Però menavo, non è che scherzavo.

Hai mai preso a cazzotti un uomo?

No, perché gli faccio male. Non si può!

Eleonora Cirant
©cernuscodonna.it

3 commenti

boxe femminile cernusco trofeo moroni Scritto il11:47 - 26/02/2013

[…] Leggi l’intervista a Maria Moroni Evento su […]

Pugilato femminile Vissia Trovato Scritto il11:34 - 28/02/2013

[…] tempo: la storia della boxe femminile è appena cominciata. Come ci ha raccontato Maria Moroni, viene legalizzata solo nel […]

Valentino Giacomelli Scritto il9:57 - 22/09/2014

Vorrei aggiungere delle precisazioni: Maria Moroni ha praticato la Boxe a Spoleto, ha vinto negli USA ( non ha mai combattuto in Croazia come sostiene ) e ha vinto tutti i match compresi i titoli europei gtazie al sottoscritto che ha lottato insieme all’ex ministro Katia Belillo affinchè la Boxe femminile fosse ammessa in Italia. La Moroni ha sostenuto il primo match a Castel Ritaldi, vicino Spoleto e anche questo evento è stato organizzato , semnpre dal sottoscritto. Sicuramente se non avesse conosciuto Valentino Giacomelli Maria Moroni non sarebbe mai esistita e non si capisce perchè nasconde queste realtà con un comportamento ingrato.