EMPATIA: cos’è, cosa non è, come svilupparla.

EMPATIA: cos’è, cosa non è, come svilupparla.

La parola empatia deriva dal greco, en-pathos, “sentire dentro”.

Una persona empatica si mette “nei panni dell’altro”, si cala nella sua realtà per comprenderne pensieri e sentimenti, assume la sua prospettiva, riesce a riconoscere, comprendere e condividere il suo stato emotivo.

Chi empatizza può arrivare a provare un’emozione uguale o smile a quella dell’altro, sperimentandola però in maniera vicaria, con la consapevolezza quindi che la causa del proprio vissuto emotivo è dovuta all’emozione della persona con cui sta empatizzando.

I bambini sin dai primi momenti di vita rispondono alle emozioni del loro caregiver con notevole raffinatezza. Nelle primissime manifestazioni empatiche è la dimensione affettiva ad avere il ruolo di maggior rilevanza, mentre la dimensione cognitiva è pressoché assente.

Procedendo con lo sviluppo, la componente cognitiva si compenetra con quella affettiva e acquisisce piano piano maggiore importanza. Viene quindi sviluppata e messa in atto la condivisione di sentimenti, bisogni, intenzioni e regole sociali, permettendo l’emergere di forme più evolute di empatia.

Con il progredire dell’età le risposte empatiche si arricchiscono di altri significati, andando oltre la capacità di riconoscere le emozioni e a reagirvi istintivamente: l’empatia nella sua forma più matura diviene un’abilità complessa, capace di discriminare un insieme di stimoli comprendenti il comportamento, l’espressività e tutto ciò che si conosce dell’altro. L’acquisizione di questa funzione ha un’evoluzione graduale: implica come prima tappa il superamento dell’egocentrismo infantile (6/7 anni), per poi arrivare a pieno compimento intorno ai 13 anni. Solo quando i soggetti sono in grado di differenziare il proprio stato emotivo da quello di un altro possono sviluppare sentimenti di compassione e compartecipazione emotiva, capaci di sollecitare comportamenti prosociali e diminuendo le condotte aggressive.

É con lo sviluppo dell’empatia che il bambino arriva ad instaurare rapporti interpersonali e a creare nuovi legami affettivi, contribuendo così all’avvio del processo di sviluppo della personalità e dello sviluppo morale.

 

COSA NON È EMPATIA:

  • Contagio emotivo: consiste nel sentire la stessa emozione dell’altro e nel rifletterla. Non è però una risposta cognitiva e può presentarsi in bambini molto piccoli che non differenziano chiaramente tra il proprio e l’ altrui disagio.
  • Simpatia o comprensione dei sentimenti altrui:  è la risposta all’emozione altrui con un’emozione che non è identica ma congrua: si tratta di una preoccupazione simpatetica orientata verso l’altro, che potrebbe motivare l’azione altruistica.
  • Preoccupazione personale: è un sentimento che nasce in risposta al disagio altrui e può muovere l’azione altruistica con il solo scopo di diminuire il proprio disagio.

COSA PUÒ SVILUPPARE EMPATIA:

  • Interazione con gli animali

Perché vi sia connessione empatica è fondamentale la capacità di leggere i messaggi che viaggiano sui canali di comunicazione non verbali: il tono di voce, i gesti, l’espressione del volto, e simili. È pertanto chiaro come la relazione con un animale possa aiutare a sviluppare il sentimento empatico, proprio perché questo rapporto prevede prevalentemente l’utilizzo del canale analogico, quindi non verbale.

Come detto in precedenza, l’empatia rappresenta un valido strumento per prevenire o ridurre i comportamenti aggressivi, per questo motivo il rapporto positivo con l’animale può promuovere e rafforzare quegli atteggiamenti volti alla protezione degli individui più vulnerabili. Un atteggiamento di attenzione, compassione e connessione verso il mondo animale stimola una sensibilità verso l’altro in generale, abituando il soggetto a tenere in considerazione sentimenti e vissuti altrui.

  • Meditazione

La meditazione permette un notevole aumento della comunicazione empatica, rendendo gli individui più compassionevoli verso sentimenti e sensazioni altrui.

Oramai molte ricerche scientifiche mostrano che attraverso la meditazione è possibile allenarsi al sentire empatico, imparando a vivere sentimenti di benevolenza e gentilezza, migliorando la stabilità emotiva, promuovendo una migliore capacità di percezione ed espressione delle emozioni, migliorando la comunicazione e, quindi, le relazioni umane in generale.

 

Un interessante video del Dr. Abraham Twerski sul significato di empatia:

https://www.youtube.com/watch?v=fhVsgxlYsEA

 

Articolo a cura di Dott.ssa Noemi Sirtori, psicologa.