Genitori anziani obblighi dei figli

Genitori anziani obblighi dei figli

La madre anziana ha bisogno di assistenza ma uno dei fratelli non contribuisce alle spese. Che fare?

Siamo tre fratelli e nostra madre di 83 anni, vedova da tempo, si è rotta il femore per un infortunio. Terminato il periodo di degenza, la mamma è rientrata a casa sua senza più essere in grado di provvedere a se stessa. Quindi noi figli, ad esclusione di uno, ci siamo prodigati nel mantenerla e nel prestarle le cure necessarie alla sua assistenza diurna e notturna, ma con il peggiorare della situazione ci siamo convinti ad assumere una badante. Tuttavia la pensione di mia madre è insufficiente a coprire le spese, pertanto noi due fratelli integriamo mensilmente la differenza.
Ogni tentativo per rendere nostro partecipe alle necessità della mamma è risultato vano ma non mi sembra corretto che egli si possa disinteressare totalmente della questione, cosa possiamo fare? Ringrazio e saluto.

Gentile Signora, l’ordinamento conferisce importanza fondamentale al gruppo familiare, dal quale sorge il dovere della reciproca assistenza e della solidarietà in relazione ai bisogni sostanziali della vita.

Presupposti essenziali per la richiesta di alimenti (ex art. 433 c.c. s.s.), dunque, sono lo stato di bisogno in cui versa l’alimentando nonché l’impossibilità di quest’ultimo di provvedere al proprio sostentamento.

Nel caso di specie, i figli sono obbligati a prestare gli alimenti in favore del genitore e dal combinato disposto con l’art. 441 c.c. deriva l’obbligo, in proporzione alle rispettive condizioni economiche, di contribuire al mantenimento.

La mancanza di accordo, dunque, vi legittima a proporre una domanda giudiziale diretta a veder condannare il “terzo fratello” a contribuire al versamento degli alimenti, in relazione alle proprie condizioni patrimoniali ed economiche.

Il Giudice, dunque, valuterà il tenore di vita degli obbligati e disporrà in merito alle modalità di somministrazione in favore di vostra madre. I miei migliori saluti.

Avv. Daniela Meneghelli, Sportello Donna Cernusco s/N.

Image: 'Courtroom One Gavel'
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6 commenti

Marta Scritto il14:52 - 27/08/2013

Descrivo la mia situazione. Nel lontano 1980 ero una bambina e sono rimasta orfana di madre. I genitori di Lei (miei nonni), e mio zio (il fratello) hanno fatto delle finte compravendite per escluderci dalla maggior parte dell’eredità. Io l’ho scoperto di recente che sono finte, trovando una carta semplice firmata da mio zio dove diceva che non aveva versato soldi ma avrebbe provveduto ai genitori nel futuro.
Lo zio è morto e i beni sono stati ereditati da sua moglie e dai miei cugini. La nonna è ancora viva e nullatenente perchè ha dato tutto a loro.
E’ possibile che io, dopo quello che ho subito, abbia gli stessi obblighi dei miei cugini in termini di assistenza?
Grazie mille per l’aiuto che potrà darmi.

Genzano Scritto il15:59 - 30/05/2014

Buon giorno,
Una signora di 60 anni (divorziata) che è disoccupata con idronefrosi (le funziona un rene solo) vive in uno stato di indigenza penosa.
Ha due figli di cui uno ha una sua famiglia ma lavorano in due e ha un discreto reddito, l’altro non ha famiglia ma addirittura oltre al suo lavoro fa corse in macchina con costi elevatissimi e quasi senza sponsor.
Io ho pena per quella signora che ha dedicato tutto ai suoi figli che non si degnano di aiutarla e quando posso le dò un aiuto per mangiare ma ho la mia famiglia e non sono più giovane per cui, visto che i figli la trascurano in maniera sfrontata sarebbe mia intenzione presentare una denuncia / querela contro di loro affinché siano costretti ad aiutarla in base alle loro possibilità. Scriverte una letterina bonaria non serve a nulla, ho saputo che i nonni hanno tentato di sensibilizzare queste due persone senza esito, anzi li hanno addirittura derisi. potete darmi una risposta? Grazie, Gaetano.

giuseppe. filocamo Scritto il18:58 - 17/07/2014

mia moglie ha la madre ultra novantenne,in buona situazione di salute,l’unico fratello,quindi mio cognato da circa due anni si rifiuta di ospitare la madre .Questa situazione ci mette in difficoltà poichè non la si può lasciare da sola e impedisce noi di assentarci da casa anche per qualche breve vacanza o andare a TROVARE I NOSTRI FIGLI e nipoti che vivono fuori Sulmona,Mia moglie cosa può fare ,,l’ordinamento giudiziario prevede qualcosa per costringere mio cognato a ristabilire l’assistenza reciproca.

Francesco Scritto il9:19 - 30/09/2014

Buongiorno. Da 10 anni, a seguito della morte di mio padre, mi occupo di mia madre adesso novantenne. Fino a 7 mesi addietro autosufficiente nei piccoli atti della vita quotidiana, ma bisognosa di aiuto per ogni altra cosa in quanto, prima che morisse, era mio padre ad occuparsi di tutto.
Ho due sorelle che vivono a 500 Km di distanza e non possono occuparsi di mia madre. Fortunatamente non abbiamo problemi economici impellenti, tanto che mia madre, nell’aprile 2013 mi regalò 50.000 euro motivando il regalo con le cure prestate a lei fin dal 2004 e a titolo di rimborso spese per tutto ciò che avevo speso di tasca mia per lei in quegli anni. Da gennaio 2014 una progressiva demenza senile e la rottura del femore l’ha resa completamente inabile e non autosufficiente. Io continuo ad occuparmi di lei, pur se con l’aiuto diurno di una badante, ma di notte sono solo provvedo, anche più volte a notte a cambiarla se si sporca. Aggiungasi che di giorno, benché assonnato, devo provvedere da solo a tante altre cose, dentro e fuori casa, non affidabili alla badante.
Una delle mie due sorelle, esaminando l’estratto del conto corrente di mia madre ha visto il dono di 50.000 euro di cui sopra e ne pretende un terzo, dicendo che trattasi di un anticipo di eredità e minacciando azioni legali.
Cosa posso fare per oppormi in caso di azione legale?
Grazie per l’attenzione