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Borsa dello sport forza ragazze

Nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni, l’amministrazione comunale di Cernusco conferma e aumenta le risorse per la “Borsa dello sport”.

FORZA RAGAZZE!!

“Borsa dello sport”, è il bando con cui i genitori possono richiedere un contributo per  sostenere le spese per l’attività sportiva dei propri figli e delle proprie figlie.

Potranno partecipare al bando i genitori i cui figli abbiano, entro il 31 dicembre 2013, un’età compresa tra i 6 ed i 17 anni, che il nucleo familiare sia residente in città e che possegga un valore ISEE uguale o  inferiore a 16.000 euro. Il contributo massimo erogato sarà di 200 euro a ragazzo/a e 500 euro a famiglia  o, in ogni caso, pari al 40% del costo sostenuto dalle famiglie per l’iscrizione ai corsi per attività motorie  che si svolgeranno nell’anno scolastico/sportivo 2013-2014.
I contributi saranno assegnati, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, in base ad una graduatoria in cui sarà data priorità a: valore ISEE più basso, numero di figli, nuclei con un solo genitore o con genitore cassintegrato o disoccupato. Il bando sarà pubblicato il 4 novembre su www.comune.cernuscosulnaviglio.mi.it mentre l’ultimo giorno utile per presentare la domanda sarà il 2 dicembre. Quest’anno il budget a disposizione è di 6.000 contro i 4.000 di un anno fa ed i circa 2.000 della prima edizione.

“un aiuto diretto agli atleti”, dichiara L’Assessore allo Sport  Ermanno Zacchetti, che si aggiunge alla concessione a costi contenuti  delle strutture comunali per lo svolgimento delle attività sportive.

 

Image: 'Ball games'
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Successo per il 1° Trofeo Moroni

E’ riuscita alla grande la prima riunione pugilistica tutta al femminile nella boxe italiana. Si è svolta con successo il 9 marzo scorso la prima edizione del Trofeo Moroni, organizzato dalla Palestra The Ring nella palestra di Cassina de Pecchi. Ospiti un parterre degno di un titolo mondiale: due campionesse del mondo, una campionessa europea, il sindaco, 2 tv locali, collegamento con emittenti radio, diversi giornalisti di testate importanti e decine di fotografi.

Le più forti atlete della Lombardia, delle quali 6 vincitrici di vari tornei nazionali o regionali, si sono confrontate con 7 pari peso provenienti da Veneto, Liguria, Emilia e Umbria, anche loro vincitrici di confronti importanti e quasi tutte ragazze di prima serie nazionale. Sono state le lombarde ad avere la meglio.

Vissia Trovato e Valentina CalzavaraDei 7 match, il più atteso ed emozionante è stato tra la padrona di casa Vissia Trovato (The Ring), fenomeno emergente della boxe femminile lombarda, e la giovane atleta veneta Valentina Calzavara (Union boxe Mestre). La Calzavara si è presentata preparatissima e vogliosa di prendersi la rivincita dopo l’incontro di dicembre a Mestre, da cui era uscita sconfitta. Niente da fare neanche questa volta: vince il match la squadra lombarda con 4 punti a 3.

Sul ring Vissia Trovato, “la rossa leonessa” è una versione di un Tyson di 56 kg brevilinea, braccia e gambe forti, ganci pesanti e un’abilità nello schivare rarissima; Valentina Calzavara, fisico perfetto per la boxe, alta, gambe asciutte, spalle e braccia toniche, scaglia centinai di colpi senza mai calare e incassa qualsiasi colpo senza mostrare il minimo turbamento, un’avversaria pericolosa per chiunque. Veramente lode ad entrambe le ragazze, hanno fatto onore alla boxe femminile dando dimostrazione di tecnica, coraggio e tattica. Vissia raggiante dice dopo l’incontro:

Sono felicissima del mio incontro, ho dato il meglio di me, conoscevo l’avversaria e sapevo che avrebbe dato tutto per riprendersi la vittoria, ma ho avuto la fortuna di prepararmi con delle compagne d’allenamento fuori dal comune e dire forti è un eufemismo

Le compagne d’allenamento di Vissia sono state Simona Galassi e Loredana Piazza numero 13 al mondo e sfidante al titolo mondiale a Tokyo tra un mese. Commento di Vissia:

La cosa che mi ha davvero inorgoglito è stato vedere che Loredana mi ha trovato così all’altezza di confrontarmi con lei sul ring che per allenarsi si è fatta 320 km per fare sparring con me, ma ti rendi conto? Una sfidante al titolo che mi fa l’onore di farmi sentire brava abbastanza di potere simulare la campionessa del mondo. Io di professione sono cantante Blues ed è come se BB king mi chiedesse di provare qualche pezzo mentre lui suona… a proposito tra poco esce il mio primo disco, non è detto che in copertina non metta un paio di guantoni da cui escono due microfoni…”

In bocca al lupo Vissia!

Vissia Trovato e Alfredo Farace

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Pugilato femminile, intervista a Vissia Trovato

Vissia Trovato è una delle altete che partecipa alla prima riunione pugilistica “100% donna” nella storia della boxe italiana: il Trofeo Moroni, che si svolge in occasione della Giornata internazionale della donna 2013 a Cassina de’ Pecchi, organizzato dalla Palestra The Ring con patrocinio del Comune e della Federazione pugilistica italiana.

Cantante blues e maestra di canto, Vissia Trovato, che abbiamo intervistato per cernuscodonna.it, è anche un’inteprete d’eccezione della “nobile arte” del pugilato. Uno sport che rappresenta molto la vita, dice Vissia, e che può insegnare a conoscere i propri limiti e le proprie paure.

In che modo tirare pugni aiuta a conoscere se stesse?

Perché ti devi mettere nell’idea che li puoi tirare ma li puoi anche ricevere.

La boxe è un allenamento principalmente a confrontarti con i tuoi limiti, le tue paure, il modo in cui vivi te stessa. Il ring è una metafora di vita. Ti metti di fronte a paure che devi affrontare. Ed io credo che sia questo ad aiutare una donna a sentirsi più sicura.

In questo senso il ring è per Vissia una metafora di vita. Una metafora che può aiutarci a chiarire come la boxe può essere utile alle donne in un momento in cui la crescente e conclamata libertà femminile si scontra con i residui di una maschilità arcaica e i casi di violenza maschile sulle donne sono all’ordine del giorno.

E’ uno sport molto di coordinazione. Anche solo la tecnica di allenamento al sacco richiede la piena consapevolezza di ogni parte del tuo corpo. Penso anche al lavoro che chiamiamo “Sparring condizionato”: sai in anticipo che colpo ti arriverà, ma ti devi comunque confrontare con la paura di essere aggredito da qualcun altro. Questo ti insegna come sei. Mi sono accorta che le cose che mi spaventavano sul ring mi spaventavano anche fuori.

the ringVissia fa parte della squadra di 5 agonisti creata da Alfredo Farace, che nel 2008 ha fondato la Palestra The Ring di Cernusco. E’ qui che la incontriamo.

Il ring occupa gran parte dell’ambiente, illuminato da grandi finestre e popolato da una piacevole varietà di colori. La palestra, aperta dalle 10 alle 22, è dedicata al pugilato e segue un metodo di allenamento individuale secondo lo stile americano. L’unico corso di gruppo è quello di kick boxing, tenuto da un allenatore esterno.

Non posso fare a meno di notare che tutti i soggetti dei manifesti appesi sono maschili. Vissia e Barbara Fortunati, addetta stampa della Palestra, assicurano che il manifesto del Trofeo Moroni sarà solo il primo di una lunga serie.

Diamogli tempo: la storia della boxe femminile è appena cominciata. Come ci ha raccontato Maria Moroni, viene legalizzata solo nel 2001.

Solo poco prima si discuteva se le donne potessero anche solo entrare in una palestra di pugilato. Ci sono molte contraddizioni. La Rai trasmetteva gli incontri di Chantal Menard, campionessa di kick boxing, quindi anche con calci e pugni, senza caschetto. Ma le donne pugili no.

Chi sono le utenti della palestra The ring e perché scelgono la boxe?

Le donne sono circa il 15% della clientela. La maggior parte non sono proprio di primo pelo, hanno 30 anni, la mia età. Per il pugilato femminile è ancora un’età in cui si può fare qualcosa a livello agonistico.

Le donne che arrivano qui hanno tra i 30 e i 40 anni. Quando entrano sembra proprio che stia facendo qualcosa fuori dalle regole. Tante vengono con l’idea di sfogarsi. Faccio un allenamento intenso, c’è questa nomea giusta che l’allenamento del pugilato è completo. Scarico i nervi, esco e lascio tutte le tensioni attaccate al sacco: questo è il pensiero con cui scelgono il pugilato.

Cantante pugile: qual è il rapporto fra questi due aspetti della tua vita?

Boxe e canto sono due arti. Come ci si muove sul ring è un’espressione della propria persona. Trasmettiamo emozioni con il corpo e con la voce. Sia nel canto che nella boxe non c’è uno strumento al di fuori del corpo. Come nella danza.

Determinazione, coscienza del corpo, capacità di affrontare le proprie paure, arte. L’essenza del pugilato non viene snaturata dalla sua declinazione al femminile, che anzi la fa brillare con maggiore intensità.

Eleonora Cirant

Pugilato femminile, intervista a Maria Moroni

Maria Moroni è la madrina dell’evento pugilistico promosso dalla palestra Asd The Ring di Cernusco s/N in occasione della Giornata internazionale della donna. A Maria Moroni infatti è intitolato il Trofeo che si disputerà il 9 marzo presso la palestra di Cassina de’ Pecchi. A sfidarsi saranno 7 coppie di giovani promesse pugilistiche, provenienti dal nord Italia. L’incontro, che nel linguaggio del settore si chiama “riunione pugilistica”, è dedicato alla forza e al coraggio femminile. Sono donne anche gli arbitri e la giuria, per la prima volta nella storia del pugilato italiano.

La prima volta di una riunione pugilistica tutta al femminile anche perché l’accesso delle donne alla boxe in Italia è un fatto molto recente. Maria Moroni racconta a cernuscodonna.it come prima del 2001 in Italia “la donna poteva solo fare la donna-cartello e non poteva salire sul ring per disputare un match”. Maria Moroni:

Prima del 2001 le donne non potevano salire sul ring se non per sculettare, una cosa che io aborro e mi fa arrabbiare, anche se fa parte dello sport la donna discinta che gira i cartelli.

La boxe femminile è stata riconosciuta dallo Stato italiano con decreto ministeriale del 4 aprile 2001 grazie al Ministro della sanità Veronesi, su consiglio dell’allora ministra per le pari opportunità Katia Bellillo. Lei è stata la promotrice di questo sport e la lotta è stata proprio sul concetto delle pari opportunità: una donna deve avere la possibilità di praticare ogni sport. Poi sta a lei scegliere se praticarlo o meno, ma non può essere discriminata.

Maria Moroni scopre la boxe nel 1999, quasi per caso. Frequentando una palestra, a Foligno, incontra una ragazza che si allena. Si incuriosice, si unisce a lei. E’ già abituata ad allenarsi perché pratica ad alto livello il pattinaggio artistico in coppia. Danza e pugilato sembrano due mondi lontanissimi, ma forse non è così se in pochissimo tempo Maria comincia a disputare le prime gare e a vincerle. Non in Italia, perché, come sappiamo, salire sul ring per gareggiare è illegale fino al 2001. La Moroni disputa i primi match all’estero, in Croazia e Stati Uniti, perché in Italia non può tesserarsi. Nel 2001 finalmente il decreto di legge apre la via al tesseramento e Maria può disputare il primo match ufficiale in Italia.

L’ingresso delle donne nella Federazione pugilistica italiana provoca qualche mugugno?

Grande mugugno. Il mio motto era vincere e convincere. Che le donne entrassero nella federazione più maschile, forse, in assoluto, era difficile da mandare giù. Oggi la vivono meglio, ma sotto sotto secondo me ancora c’è chi non abbraccia in maniera totale la boxe femminile. Eppure la discesa libera dello sci non è meno pericolosa.
Nella mentalità comune la donna non è fatta per lo sport, non è “nata” per lo sport. Tranne che per la danza. Su quasi tutti gli sport la presenza femminile è recente. Comunque vada, è criticata.

Le Olimpiadi hanno acolto le pugili solo nel 2012. In questa occasione la Moroni è stata commentatrice tecnica per Sky, sia per il pugilato maschile che femminile. E’ stato Giovanni Bruno, direttore degli eventi speciali, a darle l’incarico e merita una menzione perché per l’Italia una donna che commenta gli uomini e che ricopre un ruolo autorevole non è un fatto da dare per scontato.

Maria Moroni è stata anche la prima donna pugile ad essere eletta nel consiglio federale, il massimo grado della Federazione. Il suo mandato si è appena concluso (2009-2012). E’ stata eletta “in quota atleta”, cioè votata dagli atleti (Katia Bellillo è stata la prima eletta in quota societario). Benché nel consiglio federale attualmente in carica non sieda neanche una donna, Luisella Colombi, presidente F.P.I del Comitato Regionale Lombardo che interverrà al Trofeo Moroni, ci informa:

il nuovo presidente, Alberto Brasca, ha già iniziato a dare spazio e visibilità al settore femminile in modo chiaro ed inequivocabile. Da quest’anno sarà dedicato alle donne l’equivalente del torneo Nazionale “Guanto d’Oro” e sarà “Guanto Rosa“.

E’ una buona notizia per la boxe femminile, ma non solo. E’ un passo in più nel contrasto agli stereotipi di genere nel suo complesso.

Chiediamo a Maria Moroni quali siano gli stereotipi associati alla donna che si dedica al pugilato.

Si immagina la donna greve, brutale, quando non è così. Se nasci mascolina è perché madre natura ti ha fatto mascolina, non perché pratichi la boxe. Se sei graziosa rimarrai graziosa anche se pratichi la boxe. Non bisogna cadere nello stereotipo che la boxe faccia male alla donna, che la peggiori nei modi, che le faccia togliere la sua grazia e la sua femminilità.

Certo, a disputare tantissimi match dopo un po’ i lineamenti del viso ne risentono. Si può immaginare. E’, ad esempio, come la discesa libera dello sci. Per disputare quelle discese a quelle velocità una sciatrice ha i quadricipiti quanto me e lei messe insieme. Viene da sé. Con questo non immagino Debora Compagnoni grezza o mascolina.
Bisogna far cadere i tabù e i luoghi comuni. Io non sembro pugile. Però menavo, non è che scherzavo.

Hai mai preso a cazzotti un uomo?

No, perché gli faccio male. Non si può!

Eleonora Cirant
©cernuscodonna.it

Trofeo Moroni

In occasione della Giornata Internazionale della Donna l’A.S.D. Palestra The Ring di Cernusco s/N organizzerà un incontro pugilistico completamente in rosa, dedicandolo alla forza e al coraggio femminile.  Madrina dell’evento sarà una grande protagonista della boxe femminile italiana: Maria Moroni.

Il Trofeo avrà luogo a partire dalle ore 16.30 di sabato 9 marzo, nella palestra di piazza Unità d’Italia a Cassina de’ Pecchi, che per l’occasione patrocinerà l’evento insieme alla F.P.I. Comitato Lombardo.

Tanti gli ospiti che interverranno: Maria Moroni, Simona Galassi, campionessa mondiale IBF 2011/2012, Stefania Bianchini campionessa del mondo di kick boxing e di pugilato, Luisa Rosella Colombi, Presidentessa F.P.I Comitato Regionale Lombardo. Sia gli arbitri che la giuria saranno tutti al femminile!

A sfidarsi saranno 7 coppie di giovani promesse pugilistiche, provenienti dal nord Italia: Vissia Trovato, campionessa Lombarda attualmente in carica, della Palestra The Ring, intervistata da cernuscodonna.it; Eleonora Cattaneo della Nuova Pugilistica Comense, finalista del Torneo Italia e vincitrice del Torneo regionale lombardo nei pesi leggeri; Alessia Migale, H. Pug di Cesano Maderno, vincitrice Torneo Italia 2012 a Roseto degli Abruzzi; Diana Venditti, Pugilistica Ottavio Tazzi, semifinalista nel 2011 dei campionati assoluti italiani nei pesi piuma; Sindy Huyer Boxe Madone, ex campionessa di boxe thailandese che nel 2011 ha iniziato anche l’attività di puglilato.

Seguite i dettagli e gli approfondimenti su Cernuscodonna.it

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