A Cernusco sul Naviglio il progetto di alternanza scuola/lavoro è una splendida opportunità per sensibilizzare gli studenti sulla questione di genere

L’alternanza scuola/lavoro se sfruttata bene può essere un’ottima opportunità per approfondire delle tematiche che non sempre trovare spazio durante le ore di elezioni. A questo proposito va segnalato il progetto dell’associazione “Gruppo UDI Donnedioggi- Cernusco e Martesana”, proposto  ai ragazzi dell’istituto Itsos Marie Curie di Cernusco.
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Nasce un nuovo centro antiviolenza nel territorio della Martesana. 28 i comuni coinvolti, tra cui Cernusco sul Naviglio

Un nuovo centro antiviolenza a disposizione di tutte le donne del territorio della Martesana. Il prossimo 2 maggio, infatti, aprirà una nuova struttura a Cassano d’Adda, in via Verdi 22. Questo grande risultato è stato raggiunto grazie agli sforzi di V.I.O.L.A, la rete di contrasto alla violenza sulle donne dell’area Adda-Martesana. Della rete fanno parte 28 comuni (con il comune di Melzo capofila) tra cui anche Cernusco sul Naviglio.
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In Italia quasi ogni giorno viene uccisa una donna. Ecco le richieste delle associazioni a Governo e Parlamento

Il 2018 è iniziato così come si era concluso il 2017. Quasi quotidianamente giornali e telegiornali danno la notizia di una donna uccisa dal marito o dal compagno. Per questo pubblichiamo un comunicato scritto dall’Associazione Nazionale dei Centri Antiviolenza D.i.Re e dell’Associazione Nazionale Telefono Rosa, Cgil, Cisl, Uil, Udi, Pangea, Rete per la Parità. Un appello rivolto al Governo e al Parlamento per un contrasto serio alla violenza sulle donne.
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I libri da regalare a Natale. Cinque titoli con un unico filo conduttore: le donne, tra vite spezzate e storie di grande speranza

L’ultima settimana prima del Natale è sempre accompagnata dell’ansia per gli ultimi regali. Molto spesso ci si riduce all’ultimo per poi comprare qualcosa di impersonale e inutile. Per questo abbiamo deciso di darvi qualche consiglio per i regali che portino con sé uno spunto di riflessione su un fenomeno così radicato nella nostra società, la violenza sulle donne.
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Il parlamento si dimentica degli orfani dei femminicidi. La legge rimane bloccata in Senato con il rischio concreto che non venga mai approvata

In Italia ogni 48 ore una donna viene uccisa dal marito, fidanzato o compagno. Secondo l’Istat nel 2016 ci sono stati 120 casi di femminicidio e nell’anno in corso non ci sono segni di calo. Ma nella maggior parte dei casi ad avere la vita distrutta non è solo la donna uccisa ma anche i figli che rimangono orfani di madre e con un padre omicida. Nel nostro paese sono circa 1600 i bambini e gli adolescenti in questa condizione.
A complicare un quadro già di per sé drammatico c’è anche un vuoto normativo. La legge italiana, infatti, non prevede tutele nei loro confronti. Dopo la grande attenzione che i media hanno rivolto ai tanti casi di femminicidio, il parlamento si è mosso per colmare questo vuoto ma non è detto che si riesca ad approvare una legge entro la fine di questa legislatura.
A marzo 2017 la Camera ha approvato una proposta di legge a tutela degli orfani di femminicidio. A oltre sei mesi di distanza lo stesso testo non ha avuto l’ok da Senato. A bloccare l’approvazione definitiva della legge c’è un veto dei partiti del centrodestra, contrari a che le tutele siano applicate anche ai figli delle unioni civili
Ma quali sono queste tutele? In primo luogo economiche. Gli orfani potranno, infatti, accedere al patrocinio dello Stato, indipendentemente dal reddito. Il p.m. avrà l’obbligo di richiedere il sequestro conservativo dei beni dell’indagato. Il giudice dovrà poi assegnare ai figli una somma pari almeno al 50% del presumibile danno. Sono poi previste misure per garantire il diritto allo studio e l’avviamento al lavoro per il quale è stato creato un fondo di due milioni di euro. 
Per quanto riguarda le misure non economiche, invece, gli orfani avranno un’assistenza psicologica gratuita e la possibilità di cambiare il proprio cognome se è lo stesso dell’omicida della madre. La legge contiene inoltre l’inasprimento delle pene per i colpevoli, fino all’ergastolo. Infine l’omicida non potrà godere né della pensione di reversibilità né dell’eredità della vittima.
Tutto queste misure per ora sono sulla carta e se non si riuscirà a concludere tutto l’iter legislativo entro primavera, si ripartirà da zero nella prossima legislatura. E gli orfani di femminicidio continueranno a vivere nel dolore e senza tutele da parte dello Stato.
 

Le donne lombarde tornano in piazza per un aborto libero sicuro e gratuito. Appuntamento a Milano il 28 settembre alle 18e30

In Italia l’aborto libero e sicuro è un diritto acquisito? Per legge sì ma l’alto tasso di obiezioni di coscienza tra i medici italiani lo mette fortemente a rischio. Per questo il 28 settembre, Giornata internazionale per l’aborto libero e sicuro, le donne di tutta la Lombardia tornano in piazza per riaffermare la libertà di scelta.
L’appuntamento è per le 18e30 in piazza Duca d’Aosta a Milano davanti al Pirellone. Tra i punti più importanti della manifestazione organizzata dalla rete Non una di meno è la contestazione delle politiche Regione Lombardia che favoriscono l’obiezione di coscienza negli ospedali e nei consultori. Il corteo inizierà alle 19 e si concluderà alle 21 in piazza XXV aprile dove inizierà una festa con musica, balli dal vivo.